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Leone

Leone

Leone ha sei anni e vive con la madre Katia, una donna sola di trentasei anni. La loro è una vita particolare, la mamma è sempre stanca e quando non lo è corre sempre, tentando di recuperare il tempo speso a lavorare al supermercato. Papà non c’è mai, lui e la mamma si sono separati quasi subito dopo la nascita di Leone. Si vedono ogni due settimane, giusto per qualche ora, prima di salutarsi in attesa di un nuovo incontro. La vita di Leone e della sua mamma scorre quindi sempre uguale, tra un martedì libero e un altro, anche se qualcosa ultimamente è cambiato. La nonna purtroppo non c’è più, eppure Leone continua a sentirla vicina, soprattutto quando fa quella “cosa” che gli aveva insegnato lei… pregare! Leone prega sempre, in ogni situazione e luogo, anche quelli più impensati. E il suo è proprio un vizio inspiegabile, almeno per la mamma Katia. La prima volta che l’ha visto pregare in ginocchio, fuori da un negozio di abbigliamento, si è preoccupata tantissimo e ha subito chiamato papà. Le è sembrato così strano e a tratti estremamente preoccupante che un bambino della sua età ogni tanto si inginocchi per fare una preghiera. Ormai tutti lo conoscono come il “bambino che prega” e lui lo fa spesso, perché vuole che i suoi desideri si realizzino. E ci sono tante persone che hanno dei desideri da realizzare…

I bambini sono un mistero. È questo il primo pensiero del lettore sin dalle prime pagine di Leone di Paola Mastrocola. Leone è un bambino un po’ particolare e lo è perché ogni tanto decide di inginocchiarsi e di mettersi a pregare, in qualsiasi luogo si trovi. Inizialmente questo turba parecchio la madre Katia, dall’umore già altalenante dato dalla rottura con il marito e dalle difficoltà della vita di una mamma single e lavoratrice, con poco tempo libero per se stessa. Il racconto passa dalla voce di Katia, sbalordita e preoccupata dalla stranezza del figlio, a quella di Leone, per il quale pregare è assolutamente normale. Perché prega? Semplice, affinché i suoi desideri si realizzino, come gli aveva insegnato nonna. Nella semplicità del suo essere bambino questo gesto, naturale, innato, non è altro che un modo per vivere meglio e trovare qualche piccola gioia. La Mastrocola adatta la sua scrittura ai toni delicati di un bambino di sei anni, ancora in grado di sperare e sognare, privo dei preconcetti tipicamente da adulti. Se inizialmente Leone diventa lo zimbello del suo quartiere di periferia e dei suoi coetanei, presto invece ne diverrà il salvatore, colui che ha il potere di realizzare i desideri di tutti con una semplice preghierina. Magia? Forse. Chi l’ha detto che possono sognare solo i bambini?