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L’eredità delle dee

L’eredità delle dee

Dora Idesová studia Etnografia e lavora presso l’Accademia delle Scienze di Brno. Sta scrivendo un saggio sulle dee di Žítková, dei Carpazi Bianchi. Lei sa chi sono: guaritrici, veggenti e custodi di un sapere antico tramandato di madre in figlia. Tra i dossier desecretati della polizia ne trova uno a nome di Surmena. La zia che l’ha cresciuta. Dora ripensa, lei e suo fratello Jakub stanno tornando a casa, è sera, le luci sono accese e una figura maschile si vede dietro la finestra. È loro padre. Affrettano il passo con gioia, ma Surmena li precede, quell’ubriacone schifoso è tornato. Manca l’accetta dal ceppo davanti la porta, la gatta Micka e i suoi gattini a terra fatti a pezzi. Arrivati sullo stipite una scena raccapricciante li coglie impreparati. Il padre con l’accetta in mano, la madre a terra con la gonna sollevata giace in una pozza di sangue. Jakub piange, il suo ritardo cognitivo non gli permette di capire del tutto, Dora rimane impietrita a fissare la madre. Solo Surmena urla ai bambini: “Fuooori!”. Sarà lei, una dea, a crescerli e proteggerli. Dora dovrà imparare a diventare un angelo buono per condurre i bisognosi al cospetto di sua zia. Sua madre, anche lei una dea, ha lasciato un vuoto enorme nel suo animo. Una disgrazia grande la chiamano in paese, quella morte con l’accetta non si vedeva da trecento anni a Žítková. Tutti sanno tutto sugli antichi legami delle famiglie e sulle maledizioni che vi aleggiano sopra, ma alle tante domande di Dora non arriva mai una risposta. Con in mano quel dossier, spronata da Lenka una sua collega, Dora inizia a ricercare, investigare e ricostruire il destino tragico della sua famiglia. Lei è l’ultima di questa discendenza, una dea senza arte né potere...

Kateřina Tučková con L’eredità delle dee narra di un’epoca fatta di donne che curano le ferite del corpo e dell’anima usando erbe, incantesimi, lettura della cera e nozioni di medicina popolare. Donne sole, crudeli, disperate, a volte vendicative e la linea tra la magia bianca e nera non è sempre ben definita. I piccoli paesini dei Carpazi sono difficilmente raggiungibili da un medico ed è per questo che le dee hanno una funzione molto importante. L’impegnativo lavoro di traduzione fatto da Laura Angeloni ha richiesto tanta revisione. Il romanzo è arricchito da documenti medici, denunce e carte processuali del 1600. Tante tipologie di linguaggi, sia burocratico che storico, e amalgamarlo nello stile dell’autrice ha richiesto dieci mesi di lavoro. È un romanzo molto complesso, che attraversa la storia Ceca del ‘900, dalle guerre mondiali all’arrivo del comunismo ed ha come punto di osservazione la città di Žítková, agli estremi confini orientali. È un libro su un fenomeno dimenticato e per un motivo preciso. La storia delle dee si intreccia in queste pagine con due regimi, quello comunista e quello nazista, che in modi diversi si avvicinano a queste donne, sempre con esiti drammatici. Il gerarca nazista Heinrich Himmler, realmente convinto di discendere da una strega bruciata sul rogo dall’inquisizione, diede vita all’Hexe Sonderkommando. Il Gruppo H formato da storici, scrittori e intellettuali porterà alla nascita della Cartoteca delle streghe, 13000 volumi inaccessibili fino agli anni ’50. Nel romanzo, alcuni funzionari del regime nazista raggiungono le dee sui Carpazi per studiarne la conformazione fisica. Sono convinti che quelle donne, insieme ai loro riti, custodiscano ancora ciò che è rimasto delle più pure stirpi germaniche. Negli anni del comunismo le dee non erano compatibili con l’ideologia dell’epoca. Una propaganda negativa e denigratoria nei loro confronti ha portato alla persecuzione e alla loro estinzione. Una di queste dee fu rinchiusa in manicomio e uccisa dalle sedute di elettroshock: la sua storia ha ispirato uno dei personaggi più importanti del romanzo, quello di Surmena, la zia di Dora. È il modo di dire “Menti come una di Žítková”, cioè come una strega, che ha incuriosito l’autrice e l’ha spinta a ricercare e a scoprire questo fenomeno dimenticato. Nel 2001 muore l’ultima dea e nel 2009 Kateřina Tučková inizia il libro. Lo stile del romanzo è incisivo e coinvolgente, la struttura è solida e intrigante come un giallo. Fare i conti con il passato per Dora è un cammino impegnativo e di sofferenza. L’eredità delle dee fa scoprire ancora una volta come le donne, per le loro capacità o doti, siano state colpite e toccate dalla storia, abbiano pagato un prezzo salato e portato un peso molto grande. Un particolare plauso va a Keller editore per la raffinata copertina e per aver dato la possibilità di leggere in italiano Kateřina Tučková.