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L’eredità di Ariane

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Quando la vecchia zia pazza Ariane muore, l’unica ad ereditare la villa di famiglia immersa nel bosco e vicina all’oceano è Anne, nipote della defunta, con la quale aveva un rapporto speciale. Ariane infatti non ha mai goduto di grande simpatia presso il fratello, il padre di Anne, e gli altri membri della famiglia: solo Anne ha dimostrato affetto per quella zia sopra le righe, che ha passato la vita a raccogliere denaro in tutti i modi per riacquistare quella casa dove era cresciuta e che era stata costretta a lasciare all’età di diciotto anni, dopo il fallimento del padre. Anne non ha mai giudicato Ariane, non l’ha mai ritenuta pazza come il resto della famiglia, anzi ha sempre trovato piacevole trascorrere qualche pomeriggio con la zia ascoltando le vecchie storie della sua famiglia, mangiando dolci e guardando le foto del passato. Ma quando giunge notizia dell’eredità, Anne si trova tutti contro: la famiglia è contrariata dal fatto di essere stata esclusa dal testamento e dal fatto che l’ereditiera contempli di andare a vivere nella villa invece di venderla. Anne ha già tutto: una casa piccola ma confortevole, un figlio che studia in collegio, un matrimonio solido fatto di amore e rispetto con Paul, veterinario affermato nel paese, ed un lavoro da commercialista che svolge a casa. Eppure, qualcosa le impedisce di separarsi da quell’eredità, ma Paul non vuole saperne di trasferirsi nella villa fatiscente. Per Anne è una novità alla quale non vuole rinunciare e così, quando decide di non mettere da parte le proprie idee, ma di seguire ciò che sente, e si trasferisce per l’estate nella villa nel bosco, per la coppia arriva il momento di riflettere sul proprio rapporto…

La penna di Françoise Bourdin, tra le più affermate scrittrici francesi, crea una storia in cui si intrecciano i destini di due donne, che non sono solo legate da un vincolo di sangue ma da una comune sensibilità. Il romanzo infatti è un racconto familiare, che indaga i rapporti umani nella sfera della famiglia, dimostrando però come spesso proprio la famiglia possa diventare un ostacolo, un nemico oppositivo, più che un alleato. È proprio quello che trova di fronte a sé Anne, quando decide di accettare l’eredità della zia Ariane, la quale ha passato la propria vita a rincorrere un sogno: riacquistare la casa di famiglia. Inconsapevolmente, o forse no, Ariane lascia alla nipote non una semplice casa ma la possibilità di iniziare una nuova vita, di riscoprire se stessa attraverso un immobile antico che racchiude il cuore di una famiglia intera e il sudore di una conquista lunga e tenace. Non per senso del dovere Anna sente di doversi trasferire nella villa, ma a spingerla è la curiosità di aprirsi all’inesplorato, di lasciarsi sorprendere da una novità, dall’imprevisto. A quarant’anni, con una famiglia già formata e un futuro già pianificato, ogni possibilità di sorprendersi è un dono unico che andrebbe colto al volo. La reazione di Paul invece è chiudersi nell’abitudine, impaurito del cambiamento, ma soprattutto dalla prospettiva che qualcos’altro appassioni sua moglie. Sembra proprio vero, leggendo il libro, che non si finisce mai di scoprire le persone, persino quelle che si conoscono da sempre. Un romanzo che fa interrogare sul futuro, su quanto si sia disposti a mettere in discussione di sé e dei propri piani, ma anche sui rapporti umani, affettivi, sull’egoismo che spinge Paul a trincerarsi dietro il proprio orgoglio, sulla rivendicazione del diritto di poter cambiare sfondo ai propri giorni senza dover rinunciare a tutto quello che già si è costruito.