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L’errore più geniale

L’errore più geniale

Dopo la fine della storia d’amore con la ‘Baronessina’, David – un nom de plume in onore di David Gahan, frontman dei Depeche Mode – deve rimettersi in sesto. Sebbene fosse una storia clandestina e destinata a non durare in eterno (la Baronessina ha un suo Promesso), David non riesce a darsi pace. Per lenire il dolore, si crea un avatar letterario al quale dà il compito di narrare la sua avventura romantica. Da principio, comincia a ripercorrere i momenti salienti della relazione: tutte le prime volte, le filmografie dei registi viste tutte d’un fiato, la musica ascoltata insieme, l’importanza degli Afterhours e di Manuel Agnelli. Terminati i trascorsi positivi, a David non resta che immergersi e fare i conti con la realtà: la Baronessina non è più con lui, ed è andata avanti in fretta, senza perdere tempo. Riversa allora la sua rabbia e la sua frustrazione scorrendo la bacheca Facebook di lei: commentando sui suoi “appunti” tutto ciò che trova postato nel social della sua ex, David sembra in apparenza stare meglio…

Nel 1970, la psicotanatologa – colei che si occupa del sostegno psicologico all’accadere di un lutto – Elizabeth Kübler-Ross elaborò il celeberrimo ‘modello a cinque fasi’, il quale permetteva di comprendere i processi mentali di una persona che ha subito recentemente una perdita – sia essa momentanea o definitiva. Nello specifico, le cinque fasi sono: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. David, il protagonista de L’errore più geniale, si ferma alla quarta, senza riuscire a completare il processo: sebbene abbia quarantaquattro anni, e tutta una batteria di anticorpi più che sufficiente per superare questa separazione, proprio non ci riesce. Così affoga il dolore nella scrittura (è luogo comune che dai momenti più abissali escano fuori dei capolavori), non partorendo tuttavia un’opera irresistibile, bensì uno sporco diario nel quale ogni bassezza e volgarità sono non solo concesse, ma anche in un certo senso giustificate. Sesta fatica di Saverio Fattori (già autore di Acido Lattico, Alienazioni Padane e Chi ha ucciso i Talk Talk), L’errore più geniale è un romanzo sporco e crudo, ma vero; una cronaca di un amore malato, finito, passeggero. Un’opera che descrive asciuttamente, senza sconto alcuno, i pensieri perversi, malvagi e reconditi, mettendo in bella vista tutte le debolezze della carne e dell’anima.