Salta al contenuto principale

L'esecutore

L'esecutore

Nello splendido arcipelago meridionale di Stoccolma, una grossa imbarcazione da diporto si lascia cullare docilmente dalla corrente lenta. Un vecchio pescatore la osserva a lungo, incuriosito, poi si decide. Mai avrebbe immaginato di trovare a bordo il cadavere di una ragazza, composta sul letto matrimoniale come una bambola, con le gambe aperte e gli occhi vuoti e interrogativi spalancati sul nulla. Quasi nello stesso tempo, in un raffinato appartamento in città, il corpo di un uomo, vestito di tutto punto, pare fluttuare dolcemente in una stanza spoglia, impiccato ad un filo sottile appeso al gancio del lampadario sotto un’alta volta. Nell’aria rarefatta della morte misteriosa, che forse è suicidio ma forse non lo è affatto, solo la musica malinconica di un violino, ed il ronzio sordo e osceno delle mosche. La ragazza  è Viola, sorella minore di Penelope Fernandez, pacifista convinta e attivista impegnata nella denuncia degli abusi alle normative per la non proliferazione della vendita delle armi. Su quella barca Penelope stava trascorrendo un fine settimana di relax con il suo ragazzo, dopo un turbolento show televisivo in cui si era confrontata col potente presidente di una ditta produttrice di armi. I due fidanzati sono scomparsi nel nulla; Viola è morta annegata, ha i polmoni pieni di acqua salmastra, ma sul corpo e sui vestiti che indossa non c’è traccia alcuna di acqua. L’uomo, invece, si chiama Carl Palmcrona ed era il direttore generale per l’Autorità per il controllo dei prodotti strategici. I due casi, inspiegabili e incomprensibili, si intrecciano con la ricerca di Penelope Fernandez e del suo ragazzo, impegnati in una fuga rocambolesca, e con la caccia ad una fotografia misteriosa che sembra lasciare dietro di sé solo paura e morte. Tra sparatorie, inseguimenti, esplosioni e fughe, tra strani personaggi, attivisti bombaroli, killer professionisti e integerrimi funzionari governativi, le indagini vengono affidate a Joona Linna, il sostituto commissario, di origini finlandesi, della polizia criminale di Stoccolma. Linna è l’uomo giusto per cercare di venire a capo di questa matassa quasi inestricabile: è un uomo onesto, intelligente, ironico, attento osservatore e dotato di intuito straordinario. Solo lui è in grado di capire cosa c’è di stonato in quello che è apparentemente normale, e dove si cela davvero il marcio in questo caso scottante e pericoloso…

Nello stesso anno del caso editoriale de L’ipnotista, che si è conteso i vertici delle classifiche svedesi e di tutta Europa con Larsson, esce il secondo romanzo di Lars Kepler, pseudonimo sotto il quale si celano i due coniugi scrittori Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Anche in questo secondo romanzo dedicato al biondo commissario Linna non mancano colpi di scena, ritmo ben scandito e atmosfere rarefatte e misteriose, capaci di suggerire l’esistenza di realtà, aldilà delle apparenze perfette, che custodiscono scheletri vergognosi. Questa volta la vicenda è anche scandita da musiche ricche di emozione, che contribuiscono a creare suspense e che si possono quasi sentire come un sottofondo, favorendo un taglio decisamente cinematografico della storia. A proposito del ruolo della musica forse è opportuno ricordare che il titolo originale del romanzo è Paganinikontrakte. Ma c’è un ma. Dopo un inizio decisamente promettente, che rispecchia, fra l’altro, l’intrigante booktrailer che ha accompagnato il lancio pubblicitario, la sensazione che si ha è che in questo libro ci sia davvero troppo, oltre a due autori e ben tre traduttori. Molta più azione in questo romanzo rispetto al primo, con una perdita conseguente sul piano psicologico, molte storie, molti personaggi, così che il tutto, quasi subito l’attacco accattivante, pare disperdersi tra troppi rivoli indipendenti in capitoli brevi, ciascuno definito da un titolo, sicché la sensazione è che per oltre 150 pagine si tiri un po’ troppo per le lunghe senza che accada sostanzialmente nulla che offra qualche nesso. Una struttura che potrebbe piacere a molti, considerato che, dopo aver tenuto sulle spine, poi la trama comincia a scorrere più rapida e lineare, ma che, decisamente, potrebbe infastidire un certo tipo di lettore. Inoltre, la decisa spinta verso il genere spy-story potrebbe deludere in parte le aspettative di chi si accosta a questo romanzo aspettandosi qualcosa di simile al thriller psicologico che lo ha preceduto. Se, tuttavia, si considera l’occasione che una lettura può offrire per conoscere, approfondire, imparare, da questo punto di vista il romanzo è decisamente apprezzabile. La curiosità condurrà infatti il lettore a ricercare i numerosi brani musicali che accompagnano la storia, e, per chi non avesse avuto altre occasioni per rifletterci su, sarà sorprendente conoscere alcuni dati stupefacenti che riguardano i paesi europei, compreso il nostro, e il loro coinvolgimento in uno dei più indegni traffici esistenti e in vergognosi intrighi internazionali sporchi di sangue. Un romanzo può essere anche questo.