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L’essenziale

L’essenziale

La selezione dei componimenti poetici ivi proposti si apre con una confessione a cuore aperto. Il poeta enuncia al Padre le ragioni di una scelta poetica che annunciano al lettore la lettura incompresa della realtà: “Io non capisco il mondo, Padre. / Vicino alla roggia in fondo al giardino / c’è un uomo che si china per ascoltare / la ruota che gira nel ruscello, solo / non c’è nessuna ruota che gira. / (...) Parlo di lui, Padre, perché lui è / lì, con le mani nelle tasche, alla fine / del giardino, ascoltando girare / la ruota che non c’è, ma è il mondo, / Padre, che non comprendo”. Poesia simbolica le cui prime tappe risentono di influssi derivanti da miti classici, storie bibliche, ballate medievali e da un’architettura compositiva che poggia i fondamenti su di uno stile avvinto alla tradizione. Mentre il seguito del tragitto lo propone tra scenari di una natura talvolta percepita come via rassicurante: “Riuscivo a sentire solo la quiete sotto il giorno / con i rumori fluttuanti da lontano e pacati; / così anche nella mia mente ora che si allontana”; ora come meta di un sogno vissuto e ritrovato, come nella ricerca di funghi: “Dove spuntano sembra che io sia già stato prima / riconosco i loro posti come se ricordassi / un’altra vita”. Per poi giungere alle poesie della maturità̀, in cui la punteggiatura si fa elusiva ed espressione di una poetica che, pur ferma tra i margini di una ferita insanabile con lo spettro della finitudine, non cerca adulazione né conforto, ma invito alla comprensione di come “L’anima nuda / arriva al linguaggio e conosce all’istante / perdita e lontananza e fede”...

L’essenziale è una preziosa antologia di componimenti poetici che raccoglie e presenta per la prima volta al lettore italiano un’ampia selezione dell’opera The Essential - curata da Michael Wiegers - del grande poeta statunitense William Stanley Merwin, nato a New York nel 1927 e deceduto ad Haiku (nelle isole Hawaii) nel 2019. Il volume, tradotto da Chandra Candiani, espone la raccolta delle poesie, con testo in lingua originale a fronte, ricavate da alcuni degli oltre cinquanta libri che l’autore pubblicò nel corso della sua esistenza e che gli valsero innumerevoli premi e un ampio riconoscimento da parte di una crescente platea di lettori. Di certo, dunque, i nostrani cultori della materia non mancheranno di cogliere la meritevole opportunità concessa loro dalla Ubiliber, casa editrice della Unione Buddista Italiana. Dettaglio non irrilevante, poiché Merwin si era convertito al buddismo. Al di là di questo, ci sentiamo di rivolgere a nostra volta un sentito applauso all’editore per aver individuato un vuoto che andava colmato, correndo ai ripari e pubblicando questo florilegio di versi, che costituisce una vera e propria sintesi poetica in grado di proporre la poetica dell’autore per come si è venuta sviluppando nel corso della sua intensa carriera. Ovvero di un tragitto lungo sessant’anni, nel corso del quale egli ha rivelato una sua integrale autonomia creativa, espressa in una preponderante ricchezza di stili e soprattutto di tematiche, quali per esempio la protesta contro le guerre e le rivendicazioni in difesa della tutela dell’ambiente, la mutabilità e la precarietà dell’essere, la frequenza ritmata dei moti in cui si dibatte l’animo umano nel vano tentativo di ghermire l’impalpabilità del mistero fino alle ombre del tramonto.