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Lettera d’amore e d’assenza

Lettera d’amore e d’assenza

Lui abita in fondo alla strada, poco lontano da lei. Uno scrittore suo vicino di casa gli ha suggerito di chiamarla. Lei è brava nelle trasferte, infatti, ogni settimana va al cimitero nel Negev, lì è sepolta la sua famiglia. Si accordano per partire. Lui arriva, alto e sottile, sale in macchina e mette tra le gambe una cartella nera con la cerniera piena zeppa di libri, quaderni e un computer portatile. È tutto quello che gli servirà per il suo lavoro di scrittore, per isolarsi nel deserto e trovare ispirazione. Inizia a piovere, la macchina si inerpica sui saliscendi delle strade con la musica ad alto volume. Sembra per loro un bel momento. Lui è tornato da poco dall’Italia, dove ha lanciato un libro. Se fossero andati lì insieme, dice, avrebbero parlato di qualche cosa di culturale: opera, film o libri letti. Le loro mani si sarebbero intrecciate teneramente come una coppia innamorata. Invece, sono sempre a parlare dei suoi romanzi intrisi di tragedia e compassione. A volte sognano sui bambini che avranno e nuove idee prendono forma dentro di loro. Parlano del mare e degli scogli, che lentamente si frantumano, lasciando pezzi nascosti nei loro animi. Lui scrive fin da bambino. Ogni mattino sua madre gli faceva raccontare i sogni che poi doveva scrivere. Da grande quei foglietti attaccati alla porta sono diventati romanzi. Uno scrittore più grande di lei di ventisei anni, barba incolta e grigia, sguardo di cristallo. Una stele funebre racchiusa in un corpo maturo, in una bocca dal parlare lento e pesante. Lei una studentessa al primo anno di corso in letteratura, che vive in affitto a Tel Aviv e lavora nell’archivio di una biblioteca civica. Lui ha scritto cinque romanzi e un memoir, ma lei non li ha ancora letti...

Sarai Shavit è poetessa, scrittrice, editor e presentatrice televisiva. Insegna scrittura creativa alla Tel Aviv University e alla Bezalel Academy of Arts and Design. È stata studente di Eshkol Nevo e con lui collabora. Lettera d’amore e d’assenza è una storia d’amore e guerra. L’amore è passione ed è qualcosa di molto intenso per gli scrittori israeliani. L’istinto di sopravvivenza è intrinseco nella loro scrittura, così si sentono vivi a dispetto della morte che spesso è loro vicina. È un classico la storia della giovane scrittrice che si innamora dello scrittore più anziano, ma il modo con cui la Shavit l’ha narrata è diverso dal solito. Ha unito i suoi due strumenti di scrittura: la poesia per l’intensità e le metafore che può dare e la narrativa per costruire la trama. La sua ispirazione generalmente è la musica. Era una pianista e ipotizzava di dedicarsi al pianoforte in maniera professionale. Poi ha conosciuto Eshkol Nevo ed è passata alla scrittura, ma rimane vivo in lei il bisogno di sentire la musica nelle frasi che scrive. Per questo romanzo lo spunto le è arrivato da una sua carissima amica. Stavano cullando le loro figlie appena nate quando lei ha visto una persona israeliana molto famosa e le ha confessato che, quando era una studentessa, aveva avuto per sette anni una relazione con lui. Superata la perplessità la Shavit ha discusso con l’amica il motivo per cui non glielo ha mai detto, nonostante il loro stretto rapporto. Poi una volta capito ha deciso di raccontare lei la storia, eliminando tutti i dettagli che potessero far riconoscere i protagonisti. Lettera d’amore e d’assenza è ambientata nel mondo letterario nel quale l’autrice vive e ci ha messo tanta parte di sé perché è orfana come pure i personaggi del libro. Amore idealizzato o sudditanza psicologica? Per l’autrice l’amore è un’illusione. Per lei una buona relazione è basata sull’amicizia e non sull’amore, altrimenti dura poco. Però ha scritto un libro sull’amore, su una donna che cerca la sua voce nel mondo. Una donna che non ha nessuno, che ha perso i genitori molto giovane e che cerca un modello quasi genitoriale, un uomo di successo, uno scrittore, perché il suo mondo era fatto solo di parole. Infatti, in ebraico il libro è intitolato Il talento per la parola. A sua volta lo scrittore più vecchio è da poco diventato orfano e vuole imparare da lei come si fa ad essere orfano e come gestire la nuova situazione. Quello che c’è tra di loro è sì una relazione sensuale e passionale, ma è anche uno scambio di capacità, di conoscenze e quindi in qualche modo è un amore illusorio. Il loro legame non è così generico perché quello che li unisce, e in questo senso sono molto israeliani, è la perdita. Tutti e due hanno perso qualcuno e hanno bisogno di qualcuno che veda i buchi che hanno dentro e che li aiuti a superare questo momento.