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Lettere d’amore del Profeta

Lettere d’amore del Profeta

Paulo Coelho narra di sé e dell’incontro con gli scritti del poeta libanese americano di adozione Khalil Gibran. Il testo de Il Profeta lo folgora nel corso degli anni Sessanta, in piena contestazione studentesca. Per spiegare ai propri genitori la difficoltà a relazionarsi col mondo degli adulti, utilizza le pagine del libro dedicate ai figli. All’epoca il giovane Coelho pensa: “Gibran è un rivoluzionario”. Nel corso degli anni Ottanta, rilegge lo stesso libro e definisce Gibran “saggio”. Nel corso degli anni Novanta, da scrittore affermato, cerca di comprendere la spiritualità del poeta e si immerge nello studio delle opere e delle biografie esistenti di Gibran. Un’amica libanese, Soula Saad, gli fa scoprire le sue lettere e così proprio nella corrispondenza tra Gibran e Mary Haskell Coehlo trova il mondo interiore del poeta e conosce l’uomo con le sue debolezze e le sue inquietudini. L’analisi del carteggio conduce poi alla pubblicazione delle tracce più significative dello scambio epistolare, quelle che meglio manifestano il carattere dell’uomo e che consentono anche di interpretare il testo poetico più famoso di Gibran, quel libro in prosa dal tono visionario che sin dall’anno della pubblicazione (1923) ha venduto in tutto il mondo più di cento milioni di copie…

È un lungo ed interessantissimo fil rouge quello che lega le note poetiche de Il Profeta con il carteggio epistolare contenuto del libro curato da Paulo Coelho pubblicato in Italia per la prima volta dalla casa editrice La Nave di Teseo. Si ritrovano abbozzati i progetti, le idee, le spiegazioni di tante liriche di Gibran e soprattutto si ritrova la dimensione umana del poeta, la tensione spirituale, il senso di sradicamento dalla patria, la riconoscenza nei riguardi di Mary Haskell per i finanziamenti ricevuti e l’amore non corrisposto verso la benefattrice. La donna era preside di una scuola femminile a Boston, aveva dieci anni più di Khalil e mantenne sempre un rapporto spirituale con il poeta promuovendo alla morte di costei, la raccolta delle lettere (oltre seicento), oggi a disposizione di tutti gli studiosi presso l’Università della Carolina del Sud. In esergo, nel libro curato da Coelho viene descritto il primo incontro tra i due e così il lettore può conoscere la dinamica tra due anime così affini e così elevate da non poter realizzare altra relazione se non quella dell’amicizia spirituale. “Fui colpito dalla tua presenza fin dal primo momento che ti vidi. Fu in occasione di una mostra dei miei disegni, nello studio del signor Day. Tu portavi qualcosa d’argento intorno al collo, e ti avvicinasti domandandomi: “Potrei esporre alcuni di questi quadri nella scuola dove insegno?”. Dal 1908 al 1910 Mary Haskell finanziò gli studi di disegno e pittura di Gibran a Parigi, studiò letteratura inglese con lui e lo introdusse negli ambienti letterari statunitensi. Mary è la sacerdotessa Almitra ne Il Profeta e questo è stato il miglior modo per rendere immortale l’amicizia tra i due e attribuire il ruolo di musa alla Haskell. Difatti le diverse influenze che s’intravedono nella poesia dello scrittore, il ponte espressivo che Gibran riuscì a costruire tra poesia araba e poesia occidentale fu in parte realizzato grazie ai preziosi consigli di Mary ed alla sua influenza sullo spirito inquieto del poeta. In Una lettera del 7 ottobre 1922 Khalil scrive “Mi sento un po’ tua madre e tuo padre, e credo che questo sentimento sia reciproco. Noi siamo diventati una persona sola, Mary. Tu sei entrata nella mia anima, e se io volessi eliminarti, distruggerei me stesso”.