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L’ex avvocato

exavvocato

Malcom Bannister è, o meglio era, un apprezzato legale afroamericano; “era” perché è stato radiato dall’albo, in Virginia, a causa del presunto coinvolgimento in una vicenda di riciclaggio di denaro. Rinchiuso innocente nel Federal Prison Camp del Maryland, è circa a metà del suo percorso di pena, ma scalpita per tornare in pista nella vita reale, ormai stufo delle giornate tutte uguali in cui dispensa consigli legali ai suoi compagni di gattabuia. Dal nulla, gli giunge una grande opportunità: il giudice Fawcett, che ha marcato visita a un suo importante processo ed è improvvisamente introvabile, viene ritrovato ucciso insieme alla sua giovane segretaria nel seminterrato del suo villino lacustre. Unico indizio particolare, in una morte “bianca” priva di segno alcuno, è la presenza di piccole bruciature sul corpo della donna. Malcolm Bannister è l’unico a sapere le modalità esatte dell’accaduto e a conoscere il colpevole, nonché addirittura a sapere cosa contenesse la cassaforte sita a poca distanza dal punto del duplice omicidio: ma è deciso a ottenere il massimo, ossia la propria immediata e incondizionata libertà, a prezzo della rivelazione di tali fondamentali informazioni all’FBI. Però lo scenario è davvero come appare?

Siamo di fronte ad un’apprezzabile opera dell’ormai notissimo scrittore di legal thriller statunitense, che sia pur non raggiungendo la stessa qualità dei suoi “classici”, riesce nel contempo a non distanziarsene troppo quanto a ritmo e tensione narrativa. Superata una certa lentezza e farraginosità nella prima parte, nella seconda gli eventi e le sorprese si susseguono con rapidità incalzante, fino all’inaspettato colpo di scena finale. La trama, a valutarla nel complesso una volta terminata la lettura, risulta probabilmente la più intricata e complessa mai messa su carta da Grisham, che però è stato abile ad incasellare in modo perfetto tra loro le tessere del mosaico senza mai lasciare lacune nello sviluppo narrativo. Rispetto ai consueti legal e processual thriller, questo lavoro ha una maggiore componente action: se fosse un film, potrebbe assomigliare a Prova a prendermi di Steven Spielberg, pur non potendo qui rivelare in tutto e per tutto il perché onde non spoilerare più di tanto la trama. Il romanzo è quasi hitchcockiano in quanto cerebrale e talvolta un po’ freddamente meccanico, ma se perde qualcosa in calore ed emozione rispetto ai primi lavori, certamente può vantare uno degli intrecci più ingegnosi e originali mai articolati dall’autore.