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Lezioni

Lezioni

“Era un ricordo insonne, non un sogno. Sempre quella lezione di piano…”. Il piccolo Roland Baines ricorda così le sue lezioni di piano con Miss Miriam Cornell, la maestra che “si intrometteva nelle sue cose con mezzi sempre nuovi a distanza di tempo e di luoghi”. È l’estate del 1959 quando lui e i suoi genitori arrivano a Londra dal Nord Africa. Pochi giorni dopo prendono un treno da Liverpool Street a Ipswich: è li che Roland deve andare a studiare ed è lì che Roland incontra Miss Cornell. Ora siamo nel 1986 e Roland riceve la visita dell’ispettore Browne: sua moglie Alissa Baines, nata Eberhardt, è scomparsa lasciando lui e il figlio Lawrence di pochi mesi con una semplice lettera di poche righe “Non mi cercare. Sto bene. Non è colpa tua. Ti amo, ma non intendo tornare. Ho vissuto una vita che non era la mia. Ti prego, cerca di perdonarmi”. Roland ha chiamato la polizia e ora l’Ispettore Browne indaga e fruga tra le sue cose in cerca di indizi perché dice: “Di solito, quando una moglie scomparsa è morta, ad ammazzarla è stato il marito”. “In tal caso speriamo sia viva”, risponde Roland, ed è così: sua moglie non è morta, li ha abbandonati per diventare una scrittrice, una grande scrittrice…

Inizia così l’intenso romanzo di Ian McEwan, il racconto della vita di Roland Baines che si sviluppa con un andamento che oscilla magistralmente tra passato e presente, dalla sua infanzia fino alla vecchiaia, dal suo essere bambino fino a diventare nonno. Il percorso umano di Baines va in parallelo con gli eventi di quello che si definisce il secolo breve e oltre: inizia sullo sfondo della seconda guerra mondiale e passa per la guerra fredda, Chernobyl, la caduta del muro di Berlino, la guerra dei Balcani, l’11 settembre, fino alla pandemia. Si potrebbe usare l’espressione “romanzo mondo” per questo libro: Lezioni è questo ma anche tanto altro: è il racconto della vita di Roland, della sua crescita - o non crescita – delle sue numerose aspirazioni e “carriere fallite”, del suo rapporto con le donne – dalla madre, alla maestra di piano fino alla prima e seconda moglie - del suo essere padre e infine, nonno. È anche la grande letteratura che appare in maniera più o meno celata nelle numerose citazioni e nei riferimenti da Shakespeare a Carrol, Dickens, Conrad, Musil e la musica, da quella classica, passando per Dylan, i Beatles e i Dire Straits fino al jazz. Cosa sono in fondo le lezioni che impariamo dalla vita? Roland se lo domanda spesso e si dà tante risposte ma l’ultima e definitiva è forse quella della nipote: “Vieni, nonno. Andiamo di qua. E tutta seria gli prese la mano libera e lo guidò fuori dalla stanza”.