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Lezioni di sogni

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Per dirla con le parole di Papa Francesco, ci troviamo nel bel mezzo di “una catastrofe educativa”, in cui gli adulti faticano ad interpretare e ad adattarsi alla complessità del mondo moderno, ricavandone una precarietà esistenziale che li rende guide spesso inadeguate o addirittura vacillanti per le nuove generazioni. Lo psichiatra Paolo Crepet ci viene in soccorso con un saggio in cui raccoglie scritti, lezioni e articoli accumulati nella sua trentennale esperienza di psichiatra ed osservatore acuto della società. L’autore si interroga sul fine ultimo dell’attività educativa attraverso esempi e provocazioni, diretti a chi dovrebbe farsi carico di questo ruolo, ovvero insegnanti e genitori. L’idea centrale delle sue teorie - e di quello che molti definiscono, forse impropriamente, il “metodo Crepet” - è di indurre i giovani alla responsabilità, ma soprattutto alla ricerca del loro talento peculiare attraverso regole ferme e non negoziabili, rispettose, tuttavia, delle diverse attitudini, che li aiutino a capire chi realmente sono e cosa possono realizzare, senza facilitazioni o atteggiamenti castranti. Compito arduo in una società pervasa dall’uso smodato dei social media, che anestetizzano la creatività giovanile promuovendo modelli esistenziali narcisisti, omologati da canoni estetici e valoriali, spacciati come vincenti, i quali finiscono col generare nei più fragili: frustrazioni, disistima, nevrosi, sistematicamente delegate alla competenza psichiatrica. In una situazione globale siffatta, molteplici fattori tendono quindi a minare e sabotare di continuo il ruolo educativo degli adulti, di cui Crepet mette a nudo le fragilità, il senso di smarrimento, da cui inevitabilmente scaturiscono i limiti e gli errori del loro operato. Nella parte più provocatoria ed illuminante del libro, lo psichiatra stigmatizza, attingendo alla propria casistica professionale, una serie di comportamenti genitoriali, suddividendoli, col tratto caustico che lo contraddistingue, in categorie di appartenenza. Ci sono i “genitori spazzaneve”, che tendono a spianare la strada della prole, sollevandola da qualsiasi problema o difficoltà; i “genitori elicottero”, che la sorvegliano dall’alto, senza un contatto emotivo; i “genitori sindacalisti”, che perorano sempre e comunque la causa dei propri figli, anche con gli insegnanti colpevoli di non saperli valorizzare abbastanza; i “genitori camerieri”, eterni servitori dei pargoli; addirittura i “genitori pusher”, che elargiscono denaro a prescindere dai meriti dei figli e dal modo in cui lo spenderanno, perché saziare i loro bisogni, anche di alcol e droga, li mette al riparo dalla seccatura dei divieti e delle conseguenti recriminazioni; e in ultimo, i più rampanti, i “genitori spritz”, amiconi della prole, di cui condividono perfino le abitudini, rincasando al sabato sera spesso dopo di loro, e non proprio stabili sulle gambe…

Crepet, psichiatra, sociologo, scrittore con all’attivo numerosi saggi, risulta, in Lezioni di sogni, particolarmente graffiante e affilato. La sua analisi, a tratti drammaticamente divertente, coglie anche le contraddizioni e le sfaccettature della società contemporanea, attraverso una scrittura divulgativa efficace e mai banale nella sua semplicità. Ciascun genitore si sarà riconosciuto almeno in una delle tipologie elencate, accomunate dal desiderio di rendere in qualche modo i figli satolli; anticipandone, sovente, perfino i desideri, sempre legittimi, per tenere il passo con i coetanei e scongiurare il pericolo di esclusione dal branco. Crepet accende dunque il dibattito sulla fiacchezza educativa di una generazione adulta inchiodata alla propria impotenza, che ha rinunciato ad inculcare il valore della bellezza, dei sogni, dei progetti visionari, rassegnata, invece, a perseguire, l’unico triste obiettivo della “limitazione dei danni”. Vivamente consigliato.