Camerun, giorni nostri. Boussoura non ricorda in momento esatto in cui il marito Seini è cambiato e si è trasformato da compagno amorevole e premuroso in re onnipotente e vittima delle tradizioni. Si sono conosciuti quando lui, medico, era un giovane specializzando e lei, che stava preparando l’esame di ammissione all’École Normale per diventare professoressa, è stata colpita da un attacco di malaria ed è ricorsa alle sue cure. Lui è stato attento e premuroso, l’ha curata e, in seguito, è stato tanto ardimentoso da andare a informarsi circa le sue condizioni di salute a casa di lei. Da lì a decidere di sposare la sua prima paziente il passo è stato davvero breve. I due sono a lungo una coppia davvero ammirevole; quattro figli allietano la coppia, nella quale l’armonia e il rispetto reciproco rappresentano a lungo la base della loro unione. Ma Boussoura ha ben impresso nella mente il momento in cui tutto cambia. Si tratta di un giorno in cui il marito rientra a casa, accompagnato dal suo miglior amico Adamou, che di professione fa l’ingegnere, è un poligamo convinto e non fa che passare dalla giovane sposa di turno, di cui si stanca ogni volta troppo presto, alla prima moglie, un vero modello di pazienza. Seini ha lo sguardo preoccupato e Boussoura impiega un attimo a rendersi conto che l’uomo deve sputare un rospo che fatica a tirare fuori. Sollecitato dalla moglie, alla fine riesce a dirle ciò che sa che alla donna non piacerà: è già trascorso un mese dalla morte dello zio di Seini, il lamido, il re. Ovviamente tutti i cugini dell’uomo aspirano a occupare il ruolo lasciato vacante, ma i fratelli maggiori di Seini sono appena arrivati in città e gli hanno chiesto di presentare la sua candidatura. Secondo loro Seini è l’unico che potrebbe garantire una soluzione concreta a tutti i mali che affliggono la società in cui vivono. Boussoura, da sempre, non vuole che il marito venga eletto lamido. Ne hanno parlato a lungo prima del matrimonio…

Djaïli Amadou Amal è la voce camerunense delle donne. Attivista fortemente impegnata, ha nel suo curriculum due importanti pubblicazioni, con la prima delle quali – Le impazienti – si è fatta conoscere in oltre venti paesi e ha vinto il premio Goncourt des Lycées, mentre grazie al secondo romanzo – Cuore del Sahel – ha ottenuto una laurea honoris causa dalla Sorbona. Con il suo terzo lavoro, di nuovo, affronta temi legati alla sua terra d’origine e alla cultura che ivi domina. La poligamia, la condizione di schiavitù delle donne e delle concubine riempiono le pagine di un romanzo che racconta con delicatezza ma anche con estrema precisione e senza cesure la trasformazione, nel cuore del Camerun, di un uomo – una figura moderna, fiero dell’emancipazione della moglie e dei figli in una realtà in cui ciò non è scontato, un medico aperto e leale – in un re onnipotente, accecato dal potere e dominato dalle tradizioni, retaggio della civiltà cui appartiene. Per lunghi anni Boussoura e Seini sono stati il simbolo di una coppia moderna, staccata dalle regole arcaiche tipiche della loro zona di origine. Medico lui e insegnante lei, genitori di quattro figli ormai grandi vivono una vita in equilibrio fino a quando Seini, figlio di un re, sale al trono, contro il volere della moglie. A questo punto tutto cambia: l’uomo si trasforma e, accecato dal potere che il suo nuovo ruolo gli conferisce, compie scelte che si discostano molto da quello che è stato il suo precedente modo di pensare. Tra queste, il concubinaggio. Arriverà a vivere con nove diverse donne contemporaneamente. Boussoura, moglie devota e innamorata, è chiamata a operare una scelta importante: accettare le regole di una società in cui vigono il patriarcato e la prevaricazione dell’uomo sulla donna o ribellarsi a questo stato di cose, in nome del rispetto nei confronti di sé stessa e della propria dignità di donna? Un romanzo intenso e a tratti duro, in cui i sentimenti e le passioni dei protagonisti vengono messi a nudo, così come la sete di potere e l’attaccamento alle tradizioni, non importa quanto sbagliate e arcaiche. Un testo che, una volta ancora, pone l’accento sul destino delle donne e sui tabù che, purtroppo, ancora lo incatenano.