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Libri di sangue - Racconti voll. 1-3

Libri di sangue

La casa al numero 65 di Tollington Place sembra una casetta qualunque, ma dietro alla sua facciata di mattoni in falso stile georgiano si nasconde un luogo nel quale si concentrano energie soprannaturali, una piega della realtà attraverso la quale si può comunicare con i morti. Incuriositi dalla fama di casa stregata dell’edificio e dalle tante testimonianze inquietanti sulle presenze che la abitano, due ricercatori dell’Istituto di Parapsicologia dell’Essex University, Mary Florescu e Reg Fuller, stanno conducendo una serie di indagini con l’ausilio di un sedicente medium, un certo Simon McNeal. Quello che i due non sanno è che McNeal è in realtà un impostore, e che nonostante le precauzioni (il giovane viene denudato prima di entrare nella stanza che viene ritenuta l’epicentro delle attività paranormali per evitare frodi) è proprio lui a riempire i muri con centinaia di “nomi dei morti” utilizzando minuscoli frammenti di grafite che nasconde sotto la lingua. Ma il truffatore a sua volta non sospetta che la stanza in cui “lavora” è davvero una porta verso l’Aldilà, un passaggio che brulica di anime morte che si impossessano del suo corpo nudo e lo usano come un taccuino, incidendovi sopra ognuna la sua storia. “Sarebbe stata la loro pagina, il loro libro, il contenitore delle loro autobiografie. Un libro di sangue”... Lo studente di Lingue Steve Grace fa al bar dell’università un incontro destinato a cambiargli la vita: Quaid ha circa dieci anni più di lui, studia Filosofia, sfoggia scarpe malconce e giacche di pelle costose, ha gli occhi azzurri e le labbra di Mick Jagger, beve come una spugna e fa strani discorsi. La sua ossessione sembra essere il tema della paura. “Nazione, famiglia, chiesa, legge. Nient’altro che cenere. Tutto inutile. Tutti inganni e catene e oppressione. C’è solo la paura”. Memorabili i battibecchi tra Quaid e la bella Cheryl Fromm, un’ottimista patologica disgustata (ma attratta) dal nichilismo del fascinoso compagno di corso. Né la ragazza né Steve sospettano che Quaid li voglia usare come cavie in un agghiacciante esperimento psicologico... Jackie è reduce da un tentativo di suicidio e finisce in cura presso uno psichiatra maschilista: la sua aggressività cresce finché un giorno durante una seduta le capita di desiderare intensamente di mutilare il medico, e questo avviene realmente davanti ai suoi occhi esterrefatti. Jackie scopre così di avere il potere di manipolare i corpi con la mente, e lo usa subito per massacrare il marito. Divenuta cliente dell’avvocato Oliver Vassi, un amico del suo defunto marito, non rinuncia a sedurlo: Oliver però inizia a sospettare che Jackie non sia una donna normale... L’automobile di Davidson va in panne proprio nel mezzo del deserto dell’Arizona: mentre cerca di capire - invano – cosa c’è che non va nel motore della sua Mustang, sente una bizzarra musica in lontananza. All’orizzonte, in pieno deserto, scorge una fila di figure che marciano e si dirige verso di loro: giunto nelle vicinanze, si accorge con orrore che si tratta di una processione di mostri dalle forme pazzesche...

È dall’artificio narrativo delle anime che entrano in contatto col medium (suo malgrado) Simon McNeal che parte Clive Barker per dare un senso comune alla collezione-monstre in 6 volumi – questo è una raccolta dei primi 3 – della sua produzione di racconti. Quando uscì, nel 1984, il primo di questi Libri di sangue fece davvero sensazione, vinse sia il British che il World Fantasy Award e fece dichiarare a Stephen King che Clive Barker era “il futuro dell’horror”. Una profezia della quale Barker nei decenni successivi non è sempre riuscito a essere all’altezza, ma che se si analizza la prima parte della sua produzione era assolutamente legittima. Quarant’anni fa la creatività scorreva potente nelle vene dello scrittore britannico, capace di coniugare nei suoi plot tradizione e innovazione, un approccio intellettuale agli archetipi del genere (fantasmi, serial killer, possessioni demoniache, mostri) e un gusto deliziosamente anni Ottanta per lo splatter, il sesso, le droghe. In particolare il volume contiene gemme assolute per gli appassionati come “Macelleria Mobile di Mezzanotte” e “Mai dire maiale”, il sanguinolento e sensuale “Jacqueline Ess: le sue ultime volontà” e il colorato e fracassone “La pelle dei padri” ma soprattutto la struggente dichiarazione d’amore al mondo del Teatro di “Sesso, morte e splendore di stelle” e quello che ritengo uno dei racconti più belli e originali di tutti i tempi (non solo per quanto riguarda l’horror ma la letteratura in genere), il visionario “In collina, le città”. Da Libri di sangue sono stati tratti finora due film: uno nel 2009 per la regia di John Harrison e uno nel 2020 per la regia di Brannon Braga, co-sceneggiato da Braga e Adam Simon.