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È nata una star?

È nata una star?
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Nonostante l’amore incondizionato di genitore nei confronti del figlio, Lynn è ben consapevole che il suo Mark non ha mai brillato in nulla, non ha nessuna dote particolare, ecco. Scoprire all’improvviso che invece una ne ha, eccome se ce l’ha!, e ben notevole per giunta, dovrebbe essere una gran bella notizia. Dovrebbe, appunto. Dipende dalla dote… Quella mattina a Lynn già è venuto un colpo quando ha visto, nell’immagine di copertina di un video, premurosamente lasciatole nella buca della posta dalla vicina impicciona, il suo Mark campeggiare sotto un titolo inequivocabile: La leggenda del re trombatore. Ma quando, cercando di reagire allo shock e nel tentativo di capirne di più, Lynn guarda il film porno, allora il coccolone sta per venirle davvero: suo figlio ventitreenne una dote ce l’ha di sicuro, anzi è… superdotato! Bisogna dirlo a Dave, suo marito, anche a costo di una crisi coniugale, e capire perché Mark-Niente di speciale abbia tenuto loro nascosta questa sua “particolarità” per tanto tempo. Bisogna anche parlarne assolutamente con il ragazzo. Fosse facile…

Pubblicato nel 2006 nella collana inglese Open Door, ideata per avvicinare ai libri, grazie ai racconti di scrittori noti, un pubblico medio poco incline alla lettura, questo librettino impertinente di circa settanta pagine ha irritato non pochi lettori delusi, che lo hanno giudicato poco più di una bozza e una mera (e costosa!) operazione commerciale. Sicuramente, spacciare per romanzo qualcosa nato come un racconto può non essere apprezzato ma il lettore che si dica ingannato mente, perché la struttura, l’interlinea, i caratteri e la corposità del libro sono evidenti al momento dell’acquisto. Quanto al contenuto, nella piccola storia tragicomica della famiglia borghese londinese che scopre bruscamente la “virtù meno apparente” (come direbbe De Andrè) del proprio figliolo, degna di competere con quella del nostro buon Rocco Siffredi e del leggendario John Holmes, ci sono tutte le caratteristiche della scrittura di Nick Hornby, autore inglese che in Italia ha venduto oltre due milioni di copie: humour britannico, leggerezza, divertimento, uso abile della parola e del ritmo narrativo, verve comica e piccante mai volgare, dialoghi ricchi di doppi sensi e gustosi giochi di parole, situazioni surreali. Certo, siamo lontani da Un ragazzo e Alta fedeltà, ma d’altra parte si capisce subito che questa è una storiella senza pretese, veloce e bizzarra, gradevole e, a tratti, divertente. E c’è anche spazio per un suggerimento apparentemente banale ma che, forse, fa bene ricordare di tanto in tanto, ovvero l’invito a non drammatizzare anche le piccole cose, comprese quelle assurde, perché potrebbe venirne pur sempre qualcosa di positivo, basta “prenderle per il verso giusto”, qualunque esso sia. Nel 2012 dal libro il regista Lucio Pellegrini ha tratto un film con Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo.