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“Una frescura al centro del petto”

“Una frescura al centro del petto”

Ai bambini si può parlare di tutto, l’importante è trovare le parole, i modi, gli strumenti più giusti, idonei, adatti, adeguati, efficaci: Silvia Vecchini ha una notevole esperienza nell’ambito della scrittura per l’infanzia e per l’adolescenza, il che la porta anche ad avere numerose occasioni di incontro con i ragazzi, e spesso a vivere il privilegio di trovarsi accanto a loro nel momento in cui per la prima volta i loro pensieri prendono forma. Ciò che nella sua esperienza sostiene infatti di aver riscontrato è che spesso la scrittura prende spunto dall’autobiografia: del resto ogni opera porta traccia del suo artefice, senza il quale non esisterebbe, e quindi anche quando ci si inventa un altro mondo o quando si descrivono delle figure che non hanno nulla a che vedere con la realtà in verità si costruiscono delle specie di schermi, che proteggono ma allo stesso tempo evidenziano l’identità dei soggetti, come se fossero sotto la luce di un riflettore. Per esempio i ragazzi sono molto sensibili allo sforzo, al desiderio, alla conquista e alla bellezza del sapere: sono percezioni che si affacciano alla soglia della coscienza già in tenerissima età, quando hanno sensi spalancati per ricevere e scoprire ma richiedono anche l’aiuto di un adulto che li tenga per mano e li guidi. Del resto a loro appartiene anche una spiccata spiritualità, un po’ quella che faceva dire a Matisse che ogni arte è religiosa, ma non in senso confessionale…

Già in età precocissima i bambini cominciano a realizzare i primi scarabocchi disordinati, per poi iniziare a un anno a disegnare in maniera vera e propria, anche se certo non strutturata, e dopo poco tempo sono facilmente in grado di abbinare i colori in maniera via via sempre meno convenzionale, accostando quelli caldi a sensazioni di apertura, mentre le tinte fredde sono di consueto più caratteristiche di personalità introverse, e se da un lato non si può dire che in realtà il disegno libero, che è e deve restare un gioco, del bambino possa essere interpretato, dall’altro è senza dubbio un formidabile strumento comunicativo: come dice il sottotitolo stesso di questo volume dal titolo lirico e immaginifico, nella crescita e nella vita interiore dei bambini l’albo illustrato ha una rilevanza di primissimo piano. Silvia Vecchini, perugina, dottoressa in lettere moderne, è appassionata di poesia, sceneggiatrice di fumetti, da anni scrive libri per bambini, romanzi per ragazzi, graphic novel: qui con approccio chiaramente divulgativo, competente ma mai didascalico o cattedratico, con grande ricchezza di esempi e un lessico limpido che si rispecchia nelle immagini a corredo, si immerge e fa immergere in una dimensione che si prefigge l’obiettivo che è poi quello dell’arte, ossia di conoscere l’inconoscibile e comunicare l’incomunicabile. Attraverso un tipo di linguaggio diverso da quello delle parole e a esso complementare, ovvero quello delle arti figurative, l’autrice dimostra come un albo possa essere un ottimo strumento per instaurare un dialogo solido, reciproco e costruttivo tra adulti e minori, che così potranno essere accompagnati nella crescita senza mai sentirsi sbagliati e imparando a coltivare e a non perdere nessuna delle parti di sé che li compongono e che li rendono unici, speciali e perfetti.