70 d.C. - La conquista di Gerusalemme

70 d.C. - La conquista di Gerusalemme

La Giudea è sempre stata terra di grandi rivolte. I Romani, per riuscire a eliminare ogni sussulto di indipendenza ci hanno impiegato quasi duecento anni. Per la precisione si va dal 63 a.C., quando Pompeo Magno mise piede per la prima volta in Terra d’Israele, fino al 135 d.C., che coincide con l’ultima grande rivolta di Shimon bar Kochba. Trenta anni dopo ci sono perfino alcuni Ebrei in esilio in Mesopotamia a ribellarsi durante le campagne partiche di Lucio Vero, attorno al 160 dopo Cristo. Una guerra ininterrotta e senza sosta che a Roma è costata più tempo della conquista dell’intera penisola iberica. Un coraggio, quello degli Ebrei, derivante in primo luogo dal loro zelo religioso, che li porta a rifiutare sempre strenuamente e costantemente la sottomissione alle leggi dell’Impero. Questo elemento ha reso questa popolazione semitica il più strenuo e coriaceo nemico di Roma di tutti i tempi, portando l’Impero ad adottare tecniche di guerra annichilenti che oggi verrebbero definite come un vero e proprio genocidio con elementi di pulizia etnica. Uno scontro tra due mondi inconciliabili che ha portato danni incalcolabili da ambo le parti. Roma ha perso il meglio delle sue legioni in Giudea mentre gli Ebrei hanno visto il Tempio raso al suolo da Tito e le sue truppe, evento cruciale che segna l’inizio della loro diaspora...

p>Giovanni Brizzi è professore di Storia romana che avuto cattedre a Bologna, Sassari, Udine e anche alla Sorbona di Parigi. È anche direttore di alcune riviste storiche e i suoi saggi, su Spartaco o Annibale passando per Scipione, hanno sempre un occhio particolare all’aspetto della cultura militare dell’antica Roma. In questo lavoro l’autore tratteggia, in maniera puntuale e ricca di fonti, la fierezza e il coraggio degli Ebrei che si battono da sempre per la loro terra. L’abilità del professore sta soprattutto nel raccontare il terribile assedio di Gerusalemme del 70 d.C, non solo con lo sguardo algido dello storico ma anche con gli occhi di chi soffrì in prima persona questa tragedia epocale, dai farisei ai dottori della Legge. Una dicotomia, quella tra Impero e Legge divina descritta nel volume, che ha riverberi ancora oggi, con il “popolo eletto” ancora in trepidante attesa della ricostruzione del Terzo Tempio, proprio dove rimane in piedi solamente il muro occidentale della precedente struttura. Un volume imperdibile questo sia per tutti gli amanti dell’argomento che della storia romana in generale, grazie anche al ricco compendio di cronologie, mappe, bibliografie, note e appendici presente nel volume.



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