Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)

Leonardo è stato in coppia con Paola per dieci anni. Hanno convissuto, eppure la relazione è terminata. Tutto è cominciato due anni prima, con un semplice “Sei cambiato”, che è stato l’inizio della fine: da quel giorno, il rapporto non è stato più lo stesso. Cercando di adattarsi a Paola, di accontentarla in ogni suo capriccio, Leonardo ha messo completamente da parte se stesso e la propria felicità, fino a raggiungere un inevitabile punto di rottura. Ora è tornato nella sua città natale, Verona, ha aperto uno studio fotografico a Dolo, in periferia, per cominciare da capo la sua vita. Nella città di Romeo e Giulietta ha ritrovato i suoi affetti più cari: Luca, un latin lover che gli propone continuamente avventure amorose; Susanna, la sua amica più cara, una cinica dal cuore grande; Camilla, intrappolata anche lei in una relazione complicata, con tale Fabio; e infine suo padre, con il quale non è stato in grado di costruire un rapporto dopo la morte di sua madre. Lentamente, Leonardo riesce a trovare una routine, ma non si sente ancora pronto a immergersi in una nuova relazione, come i suoi amici vorrebbero: trovare una ragazza giusta è molto complicato. Eppure, nel suo profondo, Leonardo prova un’attrazione non indifferente per la ragazza che ogni giorno si siede nella sua stessa carrozza del treno, la numero due, ma è troppo timido e insicuro per andarle a parlare. Decide così di tentare un approccio piuttosto originale, ma rischioso: alcuni giorni dopo averle scattato una fotografia di nascosto, gliela lascia sul sedile dove è solita sedersi…

Ingredienti fondamentali della quarta opera (precedono Resti?, Di che colore sei?, Ci saranno anche le stelle) del giovane Riccardo Bertoldi sono un cuore infranto e un gesto audace per far scoccare l’amore, i quali, mescolati, donano l’incipit di un (troppo) utopico romanzo rosa. La storia è molto semplice, qualcuno direbbe semplicistica, e comincia il suo reale svolgimento nel momento in cui Leonardo conosce Sara, la ragazza intravista in treno. Dall’incontro si dipana la loro vicenda amorosa, che mano a mano rivela mancanza di tangibilità e concretezza. Difatti, la relazione tra i due amanti si rivela avere molti picchi e poche cadute, tra l’altro risolte velocemente, che compromettono sia il pathos sentimentale che il riconoscimento di sé nella storia che sarebbero potuti derivare da uno sviluppo più particolareggiante. Inoltre, concentrandosi maggiormente sulle parole in sé, come se fosse un esercizio di stile, l’autore si dimentica di fornire ad esse un solido appiglio narrativo, necessario per conferire alla vicenda almeno un’apparenza di realismo. Sebbene non manchino sensazioni, sentimenti e impulsi in cui rispecchiarsi, Abbiamo un bacio in sospeso (io e te) è tutto sulla carta: manca della corporeità che avrebbe potuto supportare o giustificare le emozioni descritte in maniera – va detto, suggestiva e meravigliosa – da Riccardo Bertoldi.

 


 

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