Agatha Raisin e l’insopportabile ficcanaso

Agatha Raisin e l’insopportabile ficcanaso

Dopo aver tentato, negli ultimi due anni, di realizzare il sogno dickensiano di un Natale perfetto, con risultanti assai deludenti, Agatha Raisin - ex PR d’acciaio a Londra ed ora improvvisata investigatrice in quel di Carsely, nei Cotswolds inglesi - decide di sfuggire alle feste regalandosi una lunga vacanza in Corsica. Ma non è certo il periodo giusto per un soggiorno su quell’isola così Agatha, inghiottendo un bel po’ d’orgoglio, decide di tornare a casa. Evidentemente, in sua assenza, qualcosa deve essere accaduto anche a Carsely, dal momento che, appena giunta nel piccolo villaggio diventato da tempo casa, Aggie si rende conto di diverse stranezze. Sulla torre campanaria della chiesa manca l’albero di Natale che ogni anno viene allestito; mancano le luminarie che di solito vengono tese da una parte all’altra della strada principale del villaggio; non c’è l’albero addobbato nel giardino comunale. Strano. Può essere che anche gli abitanti di Carsely siano rinsaviti e si siano stufati del can can commerciale natalizio? Non proprio. In realtà dietro questa improvvisa morigeratezza c’è un solo uomo, un uomo che presto seminerà nei Cotswolds morte e terrore. Si tratta di John Sunday, un ometto basso dal torace possente, con la faccia bellicosa e capelli brizzolati e folti. John è il funzionario dell’Ufficio Salute e Sicurezza di Mirchester ed è colui che ha vietato al pastore Bloxby di montare l’albero sul campanile nonché all’amministrazione comunale di Carsely di appendere le luminarie ai lampioni, perché giudicati insicuri. Per farla breve, la pedanteria del funzionario è tale da aver attirato su di sé l’odio dei cittadini, che hanno soprannominato l’uomo “Sunday malanimo”. Tutte queste informazioni vengono riferite ad un’annoiata e sconsolata Agatha dalla signora Bloxby, la moglie del pastore, che, per risollevare l’animo dell’amica, la invita a partecipare ad una riunione della Società delle Dame con le signore del villaggio limitrofo, Odley Cruesis. Argomento del giorno saranno appunto le ridicole regole e disposizioni del signor Sunday...

Ventunesima avventura per l’irritante e arguta Agatha Raisin, eroina imperfetta frutto della fantasia della scrittrice inglese Marion Chesney, che firma la serie utilizzando lo pseudonimo M.C. Beaton. La detective, che si sente felice solo quando si fissa con qualche ossessione, ha un nuovo caso per le mani, per risolvere il quale dovrà mostrarsi battagliera come non mai. Ma procediamo con ordine. A Carsely e dintorni è arrivato un nuovo funzionario che, con la stessa autorità di un dittatore, si è assunto con zelo il compito di mettere in sicurezza i villaggi e multa senza pietà chiunque infranga una qualsiasi regola, creando un’inevitabile malevolenza nei suoi confronti. E quando proprio il funzionario viene ucciso, Agatha deve indagare - su incarico della principale indiziata che vuole dimostrare la propria innocenza - e svelare i misteri nascosti dietro questo nuovo caso. Così, tra luci natalizie, borghi innevati, vecchi amici, villaggi da fiaba e continui colpi di scena la Raisin ed i suoi compagni fidati procedono spediti verso la soluzione dell’intrigo. Ne è passato di tempo dalla prima indagine, ma Agatha è sempre Agatha, con le sue contraddizioni, le sue ossessioni e le sue fisime. Aggie continua ad essere tutto fuorché simpatica: è una donna di mezz’età che continua a bere e a fumare, nonostante le evidenti rughe sul labbro superiore; è vendicativa e sopra le righe; spesso è insolente e si sopravvaluta; ci tiene alla propria indipendenza ma vorrebbe che gli uomini la corteggiassero come se fosse una quindicenne. In una parola, è davvero insopportabile. Tuttavia, è un personaggio unico e credibile proprio per le sue imperfezioni e la sua impulsività e, in ultima analisi, non ci si può che innamorare di lei e dei suoi difetti, i difetti di una donna che, nonostante tutto, insegue sempre la verità e riesce a trovarla, ogni volta. Con Agatha Raisin difficilmente ci si annoia e leggere e scoprire il suo mondo, sempre venato di ironia, è un vero spasso.



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