Agatha Raisin - La giardiniera invasata

Mai ammetterà di aver sofferto di solitudine e di aver sentito la mancanza del suo vicino, James Lacey. Questi sono i pensieri di Agatha Raisin mentre guida lentamente verso casa. Ha fatto una lunga vacanza, è stata a New York, alle Bermuda, a Montréal, a Parigi, in Italia, in Grecia e in Turchia. È partita da sola, convinta di farsi degli amici in fretta, ma ciò non è accaduto e le settimane sono trascorse come in un filmino sfuocato, tra stanze d’albergo ed incursioni solitarie in luoghi turistici. Perciò ora è ben contenta che la vacanza sia terminata e non vede l’ora di riprendere la sua tranquilla vita a Carsely, il villaggio nel quale ha scelto di trasferirsi da quando è in pensione. Si augura solo che James, che le ha spezzato il cuore con la sua indifferenza, si mostri un po’ più affettuoso nei suoi confronti. Casa sua odora di detergente e disinfettante, dal momento che in sua assenza la casa è rimasta nelle mani di Doris Simpson, la fida donna delle pulizie. Agatha si occupa dei suoi gatti, Boswell e Hodge, scarica le valigie dall’auto, mette i vestiti sporchi nel cesto della biancheria e infine prende una serie di pacchetti, i regali per le signore di Carsely. Ad Istanbul ha comperato una sciarpa di seta per la signora Bloxby, la moglie del pastore; potrebbe portagliela subito in canonica. E l’accoglienza della gentile signora Bloxby è proprio ciò di cui Agatha ha bisogno in questo momento: la donna la conduce nel salotto e le sorride con calore, facendola sentire finalmente a casa. La sciarpa ricevuta in dono le piace molto, ma la signora Bloxby è curiosa di sapere tutto sul viaggio. E Agatha racconta, vantandosi dei luoghi che ha visitato per raffigurarsi, o almeno così spera, come una giramondo dai gusti sofisticati. Quando infine chiede se nel villaggio sia accaduto qualcosa di nuovo, la risposta della sua ospite la pietrifica. C’è stato un nuovo arrivo, la signora Mary Fortune - una giovane donna divorziata decisamente di bell’aspetto - che ha rilevato la casa della signora Josephs e ne ha fatto migliorie incredibili, specie nel giardino. Mary è infatti un asso del giardinaggio ed ha stretto una particolare amicizia con James, che condivide con la nuova arrivata la stessa passione. Il suo James? Quello che, Agatha sperava, avrebbe dovuto sentire la sua mancanza e desiderare il suo ritorno a casa? Quel James? Agatha sente che il suo cuore sprofonda…

Un viso dolce e pugnace in cui brillano due occhi da orsetto; capelli castani, lucidi e folti, tagliati a caschetto; belle gambe ed abiti costosi; una donna piena di difetti e contraddizioni e perennemente in lotta con la linea. Questa è Agatha Raisin, l’improbabile investigatrice protagonista controcorrente di numerosi romanzi che portano la firma di M.C. Beaton, pseudonimo dietro il quale si nasconde la scrittrice anglosassone Marion Chesney. Nel terzo episodio della serie Agatha si è ambientata a Carsely ed è riuscita a legare con gli abitanti del villaggio; l’unico problema è rappresentato dal vicino di casa, l’affascinante colonnello in pensione James Lacey, di cui Agatha si è invaghita, che continua ad ignorarla. E per aggiungere sale sulla ferita, rientrando da un lungo viaggio all’estero, la Raisin scopre che James è insidiato da una new entry, una giovane ed attraente donna, Mary Fortune, da poco trasferitasi nel villaggio. Mary sembra perfetta e competere con lei pare impossibile, anche se Agatha ne scopre ben presto le cadute di stile e le malignità, realizzando che si tratta di una persona non così cordiale ed amabile come tutti pensano. Quando cominciano ad accadere fatti preoccupanti, che sfociano in un misterioso omicidio, il paese è in subbuglio e gli abitanti, sconvolti, vogliono scoprire chi sia stato capace di tanta crudeltà. Agatha ha dei sospetti ed il suo contributo alla risoluzione del caso sarà, come sempre, determinante. Ogni avventura in compagnia di Agatha Raisin è godibile e piacevole. Agatha è così come appare, burbera, scorretta, scontrosa e a tratti irriverente e scomoda, ma è una di noi, incarna la piccineria umana e non si arrocca dietro un falso buonismo irritante. La caratterizzazione dei personaggi è decisamente ben curata è l’omicidio e l’indagine in sé rappresentano un pretesto per portare per mano il lettore in un’atmosfera molto british, nella quale immergersi se si è alla ricerca di una lettura certamente d’evasione, ma graffiante, divertente e sagace.

 


 

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