Ai sopravvissuti spareremo ancora

Ai sopravvissuti spareremo ancora
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Un giovane uomo, trasferitosi da tempo in Brasile, è costretto a tornare in Italia per vendere la casa di famiglia, disabitata da alcuni anni. Come richiesto dall’agenzia immobiliare che si occupa della transazione, dovrà scegliere quali scatoloni buttare e quali dovranno essere tenuti dagli addetti al trasloco. Tornare in quel luogo però non sarà affare semplice né indolore. Ci sono troppi ricordi dentro e fuori quelle mura. Lì accanto, a formare un ferro di cavallo, c’è infatti la casa dove viveva sua nonna e poco più in là quella dell’amico Carlo. Anche rivedere sua madre, che dopo la malattia del nuovo marito si è trasferita in un appartamento più piccolo, non sarà semplice. Perciò il suo piano è quello di restarci il meno possibile, fare quel che c’è da fare e poi subito ripartire, adducendo impegni di lavoro che lo attendono dall’altra parte del mondo. Ma, scegliendo tra le varie scatole, sul fondo di una anonima e piena di cianfrusaglie, il giovane scopre cinque quaderni scritti a mano. La grafia è quella di suo fratello minore Marcello, inconfondibile perché piccola e nervosa, difficile da leggere se non ci si è abituati. Vedere quelle pagine, piene di correzioni – alcuni fogli sembrano essere stati persino strappati – è un tonfo al cuore che fa male e apre una finestra sui ricordi dell’estate del 2002, quando tutto sta per cambiare e la sua vita volterà pagina definitivamente. I quaderni sono le bozze del romanzo che Marcello, sempre in disparte, pallido e chino sui libri a studiare, aveva in mente di scrivere e che ora lui si appresta a leggere per la prima volta. Davanti ai suoi occhi stanchi per il lungo viaggio transoceanico si apre così la storia di una famiglia molto simile alla loro, complicata come la loro, mescolata ad altre, come la loro. Nei quaderni si narra la vita di una donna, del suo compagno Wayne, dei due figli che ciascuno ha e poi di una nonna, amante del Tordo, il vicino di casa che vive con una moglie paralitica. E se tra loro i rapporti sono già complessi così come sono, tutto peggiora quando la casa del Tordo viene svaligiata e i sospetti cadono sulla badante improvvisamente scomparsa dopo il furto…

Tra i sopravvissuti di cui parla il titolo c’è anche il giovane uomo che, assieme a noi, sta leggendo i quaderni di Marcello. Il significato originale della frase riporta a una vecchia targa di alluminio che durante quell’estate, che scopriremo cruciale e drammatica, una coppia di americani regalerà al vecchio Tordo e nella quale campeggia una rivoltella nera. Il monito è chiaro: agli intrusi saranno riservati i suoi proiettili, mentre ai sopravvissuti verrà sparato ancora. Dunque nessuna pietà per chi viola la proprietà degli altri, così come le vite degli altri. E in questa tragedia, che potremmo definire in multiproprietà, dato che riguarda più famiglie, sono in tanti a intrufolarsi nelle vite altrui e non solo i ladri. L’esordio letterario di Claudio Lagomarsini, ricercatore di Filologia romanza all’Università di Siena, ci descrive dunque un quadro intimo e da un punto di vista particolare. Il giovane lettore, che scruta nella vita di suo fratello Marcello, in realtà tra quelle pagine legge della sua stessa esistenza, scoprendola attraverso gli occhi di un fratello al quale non ha mai badato tanto e che ora non c’è più. Un fratello che non ha mai veramente ascoltato e che, attraverso le pagine di un libro tenta di farsi capire. “Quando si prende gioco di Wayne, di mamma e anche di me, quando fa di tutto per rendersi insopportabile e guadagnarsi un ceffone a tavola, non starà semplicemente chiedendo di ascoltarlo con l’attenzione che merita?”. È di se stesso che Marcello sta parlando, è un grido muto rivolto ai suoi cari ed è devastante, perché ormai è troppo tardi. Troppo tardi per tutto. Il caldo opprimente che si respira in quell’estate del 2002 è la trasposizione naturale della pesantezza che si respira nei rapporti tra i personaggi, e allora quei quaderni diventano l’unico mezzo per un ragazzo emarginato, troppo fragile, troppo appiccicato ai libri e alle parole, troppo fiducioso che una conoscenza riesca a farsi arma e scudo, per confessarsi, per parlare a cuore aperto e sfogarsi. Solo che quelle pagine probabilmente non le leggerà mai nessuno. Romanzo, certo, come certo è che di situazioni simili a questa, purtroppo ce ne saranno molte anche nella vita vera.



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