Alcune personalità di spicco tra cui un formidabile guastafeste

Alcune personalità di spicco tra cui un formidabile guastafeste

Tutti sanno mangiare una pesca matura, e, tendenzialmente, tutti (o quasi) lo fanno utilizzando la classica e collaudata presa “pollice e coltello”: la maniera sicuramente più civile di gustare il frutto, ma avete mai provato la tecnica “a sbrodolo”? O, ancora meglio, “a scroscio”?... Legato in cima ad un lampione: una soluzione efficace, pensa, per acquistare la benevolenza altrui e contrastare la tendenza ad essere annoverato tra le schiere degli antipatici. Ha inoltre esposto ai suoi piedi varia chincaglieria, con un cartello che esorta i passanti a prendere ciò che gli piace; peccato arrivino sempre i pompieri a guastare la festa e a farlo scendere... Ha cominciato a fare i Cinque Tibetani, un gruppo di esercizi yoga, e quando, in posizione supina, solleva le gambe coi piedi a martello, la sua schiena scorreggia in modo molto poco tibetano, subendo l’effetto ventosa del tappetino... Anche se ormai è adulto, niente gli impedisce di provare ancora quella sensazione di soddisfazione nel sapersi allacciare le scarpe da solo: ritornare indietro nel tempo, e gioire dell’infantile traguardo accompagnato da scariche di adrenalina, è un ottimo modo per contrastare l’incapacità adulta nel raggiungere oscure chimere... Da giovane avrebbe tanto voluto i basettoni, ma gli ormoni non sono stati benevoli nei suoi confronti. Manca un centimetro, solo un maledetto centimetro dalle orecchie alla barba. Che poi, chiamarla barba è una parola grossa; semmai, barbetta: poca ma dura, con tanto di corsia d’emergenza... Che belli i tranquilli giri in bicicletta nelle terse giornate d’autunno: le maniche corte, un buon libro davanti al laghetto colmo di anatre e cigni, quel silenzio quasi irreale. Quasi, appunto, se non fosse per quell’odioso individuo accanto a lui che osa infrangere l’incanto urlando al telefono con voce petulante, dandosi pure arie da intellettuale. Intendiamoci: è suo diritto parlare al telefono; di editoria, filologia, di quello che gli pare. Solo, perché urlare in modo così spocchioso? Ed ecco i suoi pensieri prendere voce, come per magia, quando due tizi abbronzati con gli occhiali scuri si palesano alle sue spalle: “Ahò, ma che cazzo sta a dì questo?”...

Veneto, classe 1978, Davide Predosin risiede e lavora a Roma dal 2004. Del suo progetto, un blog denominato “Crudismi”, che per qualche tempo è stato anche una rubrica sul sito web della Gorilla Sapiens (casa editrice indipendente romana che dal 2014 pubblica i suoi lavori), l’autore dice che è “(...) un contenitore di roba cruda, nel senso di grezza, a volte rozza, dedicata agli amanti del pinzimonio in tutte le sue forme; tipi notoriamente raffinati e forse un po’ pigri”; e ancora “un excursus disordinato di come a volte impiego il tempo quando non timbro il cartellino”. Effettivamente, i racconti di Predosin, trasferiti sulla carta direttamente dal web, non si possono inquadrare in nessuna tematica particolare: si presentano come veri e propri fotogrammi, episodi a volte tratti dalla vita quotidiana altre da situazioni immaginarie; sono brevissimi, a volte solo qualche riga, il tempo di una battuta o di un pensiero fulminante, tutti animati da personaggi decisamente sui generis. Personaggi che potremmo definire bizzarri, ma che a ben considerare sono solo meravigliosamente schietti e umani, somiglianti ad ognuno di noi più di quello che siamo disposti ad ammettere; realtà e fantasia sono talmente mescolate da non riuscire più a distinguere ciò che è strano da ciò che è normale: artificio letterario, o semplicemente pura e schietta rappresentazione della realtà? La stranezza, in fondo, non è solo la capacità, il coraggio, la spontaneità di dire o fare qualcosa di apparentemente anticonvenzionale? Come produrre scorregge con la schiena nel corso di un esercizio di yoga, ad esempio. Avere la voglia improvvisa di condire la pasta al tonno con una spolverata di fondo di sacchetto di Fonzies. Massaggiarsi i genitali davanti al Quirinale con una generosa manciata di borotalco. O mangiare una pesca a morsi affacciati nel lavandino di cucina emettendo vigorosi risucchi, mentre il liquido ti cola sugli avambracci. Ci si mette almeno venti minuti a mangiarla, ma... vuoi mettere la soddisfazione?



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