Salta al contenuto principale

Ama e fai quello che vuoi

Ama e fai quello che vuoi

“Ti sposo in chiesa. Ti va?” A chiederlo ad Elisa è Luca, il suo amante conosciuto un anno prima, sedici anni più di lei, due figli, un primo matrimonio alle spalle. “Non sono battezzata, cazzo” è il primo pensiero di Elisa, 37 anni, in realtà fidanzata con Giacomo, di 42, che la aspetta nella casa dove ormai convivono. “Mi voglio battezzare” sarà la conclusione, che rivelerà proprio ad un incredulo Giacomo poco dopo, che classifica questa epifania come una “provocazione” tipica di Elisa: “Vedi se ti passa tra un paio d’ore”. Ma ad Elisa non passa. Innanzitutto le basi: la Bibbia, i Vangeli, ah ma i Vangeli sono la Bibbia? E c’è anche il Cantico dei Cantici? Oddio, quanto si sente ignorante! Poi cosa serve? Una chiesa di appartenenza, un prete di riferimento. Come se a Roma ci fossero poche chiese tra cui scegliere, e poi cosa dovrebbe fare? Entrare e chiedere di un prete a caso? Nel frattempo la vita sta continuando ad andare per i fatti propri: il lavoro non ingrana, Giacomo la lascia, lei può stare con Luca (e con i suoi figli, davvero deve?), sua nonna si rompe una gamba e lei si offre di starle vicino (ma perché, che si sono sempre mal sopportate?), Giacomo (filosofo-artista-counselor-affittacase spiantato) le chiede ospitalità per un po’, come coinquilino questa volta, certo, ma finirà per stare da lei mesi... Tutto sembra complicato, ma tutto adesso sembra far parte di un progetto più grande, Misterioso, cui Elisa sceglie (non senza titubanze) di aderire, facendosi guidare attraverso il suo personalissimo “anno liturgico”...

La conversione di Elisa Fuksas ha un esordio talmente anomalo, da dare la chiave di lettura un po’ di tutto il suo percorso: “Il primo tradimento della mia vita è il mio primo atto di fede”. Al di là del matrimonio in sé (che poi non c’è stato, peraltro), la regista e scrittrice romana in quel momento riceve una sorta di moderna “folgorazione sulla via di Damasco”. La fede diventa una prospettiva da cui inquadrare la realtà, non distorcendola o filtrandola, si badi bene, ma semplicemente cambiando angolazione, proprio come una scelta di regia. Elisa scopre con sorpresa che, se ci si pone in ascolto, tutto parla di Dio nella lingua che ognuno comprende meglio e Dio parla fondamentalmente di amore (si veda il riferimento del titolo all’omelia agostiniana). Certo, passare da una vita totalmente atea (condita da tutti i più triti luoghi comuni verso i credenti e la chiesa) ad una da credente non è un percorso lineare, come si percepisce distintamente ed empaticamente dalla narrazione: Elisa “cade” più volte, è lì lì per cedere pure, ma sono tutte prove che testeranno la sua fermezza, sono tentazioni nel deserto. L’epilogo della conversione di Elisa, avvenuta ufficialmente con il battesimo la notte di Pasqua 2019, si trova in parte in questo romanzo, in parte in un inaspettato e coinvolgente docu-film autobiografico, iSola, girato durante il lockdown in primavera e presentato alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia di quest’anno.