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Amata tela

Amata tela

Fine anni Ottanta. Francesca ha venticinque anni, vive a Trieste e studia Architettura. Studentessa impeccabile, ha però dei seri problemi in amore: vive solo storie fugaci e passionali in cui si butta anima e corpo per rimanere irrimediabilmente scottata. Eugenio invece è un artista squattrinato e originale, con un rigido passato dal quale cerca in tutti i modi di scappare e una voglia matta di libertà che a volte lo mette nei guai. Due vite diverse e per certi aspetti opposte, ma destinate a intrecciarsi in un modo impensabile. Un giorno, infatti, Francesca riceve una strana telefonata: la voce all’altro capo del filo la intriga, la tenta, la vuole...

La studentessa modello, l’artista maledetto. Il passato ingombrante, il futuro incerto. Un segreto sconvolgente. Gli ingredienti per un romanzo rosa ci sono tutti, in questo romanzo di Giulia Madonna. Una storia di amore e passione raccontata però con garbo, con un linguaggio lento e delicato. A prevalere – nettamente – è l'aspetto narrativo: i dialoghi sono pochi, sporadici, tendono al monologo e per questo a volte si fatica a reggerne il filo. La storia invece scorre via in un baleno, gli eventi e le stagioni si susseguono con foga, come la passione che travolge i due protagonisti. I personaggi sono forse poco definiti, poco caratterizzati, poco “reali”. Ma Giulia Madonna è un’autrice che guarda all’insieme: il romanzo sarà anche povero di dettagli, ma è ricco di trama. Un libro senza pretese, spassionato, appassionato.