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Amica stella

XVI secolo. Greta si trova nei pressi dello stagno e procede regolando il proprio passo su quello del marito Nikholaus, mentre ascolta il rumore del vento e lo stormire delle fronde. All’improvviso, la pioggia costringe la coppia a rientrare in casa, dove, poco dopo, la giovane si ritrova sul letto, accanto al marito. L’uomo è assai abile e pratico di donne, anche se ora mostra nei confronti della moglie una tenerezza inattesa, che ha preso il posto del solito tentativo di dominare. Dopo aver dato e ricevuto piacere reciproco, i due riposano. Greta in realtà si sta chiedendo se sia amore il sentimento che prova per l’uomo che le giace accanto, ma sa che trovare una risposta a questa domanda è davvero difficile. L’ha scoperto a quattordici anni, quando era un fiore in bocciolo e il figlio del padrone l’aveva notata e violata. Il suo padrone, il mercante Otto, si era impegnato ad occuparsi di lei e del suo futuro dopo la morte del padre della giovane, nei confronti del quale Otto aveva un debito di riconoscenza, da quando l’umile servitore aveva messo a repentaglio la propria vita per salvare il suo signore che stava annegando in un torrente in piena. Otto è sempre stato generoso con Greta, che ben si è adattata a vivere nel palazzo del signore, a Zurigo, una volta rimasta orfana. Ha scelto come madre suppletiva la non più giovane Angela, la cuoca, e ha ascoltato con attenzione ogni insegnamento del valente astrologo che frequentava il palazzo e che le ha mostrato come individuare in cielo l’Orsa Maggiore, il Grande Carro e, soprattutto, la sua amica stella, la stella polare, l’astro amico capace di indicare la strada. E anche ora, tutte le volte che si trova in difficoltà o che deve prendere una decisione importante, Greta alza gli occhi al cielo e ricerca la luminosa amica, per interrogarla e trovare risposta a ogni suo dubbio…

L’epoca rinascimentale osservata con occhio obiettivo e imparziale. Gli sconvolgimenti legati alla Riforma protestante di Martin Lutero che scardina la Chiesa Cattolica dalle fondamenta e ne mette in discussione i principi più saldi. Le imposte, sempre più elevate, che strangolano la povera gente e la spingono a ribellarsi al sistema precostituito e a distruggere i simboli del potere. Le malattie che decimano la popolazione, nonostante la dedizione di medici scrupolosi che si adoperano per curare i corpi e gli animi feriti. I lanzichenecchi, gli astrologi, i mercanti, gli intellettuali che abitano borghi e città e li colorano con le loro vite avventurose. Il romanzo di Guerrino Ermacora - autore con un’ottima preparazione filologica alle spalle e appassionato studioso di storiografia antica e medioevale - è un ritratto accurato del primo Cinquecento, con le sue luci e le sue ombre. E, tra tutti, spicca la figura di Greta, giovane cucitrice a servizio nella bottega di un nobiluomo che, a causa di un debito di riconoscenza nei confronti del padre della ragazza, cerca di proteggerla e trattarla con un certo riguardo, anche se in realtà ignora che il primo vero pericolo per Greta- l’uomo che le toglierà l’innocenza- si annida sotto il suo stesso tetto ed è sangue del suo sangue. Greta è dolce e tenace, timida e determinata. È una vera eroina, che non si lascia schiacciare dal peso degli eventi e sa tracciare con coraggio e forza d’animo il proprio destino, cercando risposte, nei momenti di scoramento, in quella stella polare che, oltre ad indicare il nord, sa parlare al cuore, svelare il senso più profondo delle cose e regalare i suggerimenti più opportuni. In una realtà storica piuttosto cupa e ombrosa, Greta e la sua stella brillano di luce propria e sanno riconoscere i sentimenti, primo tra tutti l’amore, quello delicato e intenso, il solo capace di regalare sogni.