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Amore caro

Amore caro
C. è un ragazzino dolcissimo. Ha sempre le battute pronte, anche se spesso non si capisce cosa voglia dire. E’ affettuoso, tanto che i suoi abbracci rischiano di stritolare chi li riceve. Ma è affetto da una patologia molto seria che gli impedisce per esempio di controllare mani e piedi. Così può accadere che nel bel mezzo di un gioco prenda di mira qualcuno e lo riempia di pugni e calci. E’ per questo che la cuginetta, spesso vittima delle sue “esuberanze”, decide di scrivere alla Befana chiedendole aiuto. D’altra parte chi meglio di quella mitica vecchietta potrebbe fare qualcosa per risolvere la situazione? Quella di Marco è un’altra storia. Ora raccoglie poesie e immagina orizzonti vespertini. Le sue parole, dentro, non hanno smesso di esistere. Il corpo, invece, l’ha abbandonato una mattina di vent’anni fa, quando il “male oscuro” l’ha guidato alla finestra e da lì lanciato in un volo nel vuoto. Marco è diventato paraplegico. Non può muovere le gambe, ha i muscoli flaccidi, non controlla gli sfinteri, non può fare l’amore, la sua mente è turbata da manie di persecuzione ricorrenti. I suoi genitori sono invecchiati con lui e Lunetta, la sorella, dedicandogli una lettera struggente, conta i giorni di una sofferenza condivisa, spesa in un’assurda eppure indispensabile partita con la vita, che può togliere molto, ma anche dare...
E proprio di doni è testimone questo libro che affronta senza pietismo nè buonismo, grazie all’intervento di giornalisti, scrittori, personaggi famosi toccati personalmente, il tema della disabilità. A raccontare e raccontarsi sono le vittime e per vittime non si intendono soltanto le persone devastate da un handicap, ma anche i familiari che devono reimparare a stare al mondo, costruire a fatica una quotidianità possibile e soprattutto dignitosa. Non si documentano qui i reali disagi che la nostra burocrazia, le nostre carenze strutturali, la nostra ignoranza e indifferenza, provocano. No. In queste pagine che tremano sotto gli occhi si parla solo e semplicemente d’amore. Di quell’amore incondizionato di chi non può fare altro che dipendere da una mano altrui e dell’amore disperato, rassegnato, grandissimo, di chi tende quella mano, persino scegliendo con consapevolezza di farlo, come Giampaolo con Barbara… Amori a caro prezzo, amori che è difficile spiegare, perché che dal dolore possa sgorgare un alito di speranza e di gratitudine non è un concetto proprio intuibile. Clara Sereni, Presidente della Fondazione “La città del sole”, che si occupa di aiutare le persone con disabilità psichica e mentale, con questo suo contributo coraggioso ha messo a nudo senza inganni la “fragilità”, scoprendo il filo doppio che lega drammatici destini umani. Ne sortisce un carteggio a più voci, che commuove, agghiaccia, spaventa, ma fa anche, e direi innanzitutto, riflettere sull’importanza di avvicinarsi alla “diversità”, quale valore aggiunto alla vita e al senso profondo dell’amore, per nulla scontato.