Amori solitari

Amori solitari

14 gennaio, primo messaggio. Quando si è innamorati, raccontare e raccontarsi l’amore è necessario come respirare. E come in ogni storia d’amore che si rispetti, nell’era digitale, tutto prende inizio dallo scambio dei numeri di cellulare e da una fitta conversazione fatta di messaggi che aiutano a raccontare all’altro chi siamo. Le parole diventano musica e la musica colonna sonora alle fantasie che colmano le distanze. Catapultati in questo idillio, lui e lei non riescono a resistere al bisogno di interrogarsi e di rivelarsi per scoprire di poter condividere le sfumature dei pensieri e avere l’impressione di conoscersi da una vita. Poi qualcosa sembra cambiare: il bisogno di definire quel sentimento, la necessità di dare un’etichetta a quella situazione toglie la magia. E fa paura. L’amore chiede di essere libero e teme rapporti esclusivi che rischiano di diventare asfissianti. Eppure si intrufola in questo piano che sembra perfetto una nota di gelosia inaspettata. E torna prepotente la domanda “Che cosa siamo io e te?”. Corpi che si accendono di passione, menti che si svelano alla curiosità, cuori che esplodono in imprevedibili “Ti amo”. E infine la distanza, insopportabile, che rende col tempo rarefatte tutte le passioni e spegne tutti i fuochi...

Dalla notte dei tempi l’amore si nutre di parole: le lettere che, in passato, raccontavano struggimento e nostalgia sono sostituite da sintetici messaggi. E se oggi le lettere non vanno più di moda, l’amore non ha perso il suo smalto e ha solo scelto una modalità più moderna per esprimersi. Morgane Ortin, giovanissima direttrice della casa editrice DesLettres (che, come indica il nome, è specializzata nella pubblicazione di epistolari), nel 2017 ha creato un luogo virtuale che vanta oltre mezzo milione di followers, per dare spazio alle parole dell’amore. Dall’account Instagram “Amours Solitaires” al romanzo è stato un attimo: l’autrice ha selezionato 278 messaggi tra i numerosi inviati in forma anonima per raccontare una storia d’amore, con un linguaggio semplice ma mai banale che alterna citazioni letterarie a riflessioni profonde, che ricerca le parole che meglio esprimono le emozioni. Esattamente come fanno gli amanti. Un racconto che sorprende, prima di tutto, per la scelta dello stile: sono direttamente i messaggi che creano la storia e la sviluppano. E tra un messaggio e l’altro, il lettore è libero di ricostruire i passaggi mancanti, di ritrovare magari le sue personali esperienze, di partecipare al racconto attraverso la sua fantasia. E di contribuire alla rivoluzione dell’amore che l’autrice sostiene con forza: i sentimenti non sono debolezze di cui vergognarsi e l’amore continua ad aver bisogno di parole per arrivare dritto al cuore.



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