Angolo di riposo

Angolo di riposo

Costretto su una sedia a rotelle a causa di una grave malattia ossea, il sessantenne Lyman Ward decide di ritirarsi a Grass Valley, California, nel cottage di Zodiac appena ristrutturato. Lyman ci è cresciuto in quel cottage, che in passato è appartenuto ai suoi nonni, Oliver e Susan Ward. Suo figlio Rodman è preoccupato: Lyman avrebbe bisogno di assistenza costante, sarebbe davvero un attimo cadere giù dalle scale con la sedia a rotelle o darsi fuoco accendendosi un sigaro. Potrebbero donare la casa alla Società storica, o venderla e realizzare un bel gruzzolo dato che si tratta di ben dodici acri di terra. Ma no, Lyman è ostinato, vuole conservare la sua indipendenza, crogiolarsi nel passato (lui ama il passato, è uno storico di professione), e studiare i carteggi appartenuti a sua nonna Susan: libri, foto, illustrazioni, vecchie lettere. Da sempre, tutto ciò che riguarda Susan è stato per Lyman fonte di curiosità e ammirazione. Il piano superiore del cottage è stato chiuso, eccetto il bagno e lo studio, che è pieno di luce mattutina e di vecchi addobbi casalinghi rimasti immutati nel tempo. Qui è dove Lyman lavorerà, circondato da libri su tre lati; sulla scrivania c’è il suo fedele registratore e pile di quaderni gialli, insieme ad una gran quantità di penne e matite. Sul muro ha appeso alcuni cimeli appartenuti ai suoi nonni, finiti chissà come dentro a una scatola: una cintura di cuoio, una rivoltella da cavalleria, un coltello Bowie, un paio di speroni messicani; tutti ricordi appartenenti ad un’epoca lontana, quando Susan e Oliver Ward, sposini freschi, cominciarono la loro esaltante esperienza nel West, in quel di New Almaden, nel 1876. Al piano inferiore ci sono la cucina, la biblioteca e la veranda: tutto è pulito, ordinato e confortevole - Lyman può contare su Ada per le faccende domestiche - e Rodman, durante le sue visite “ispettive” non troverà nulla da usare contro di lui, ovvero una bella scusa per poter parcheggiare suo padre a Menlo Park, in compagnia di altri anziani. Lyman non è ancora morto: certo, la sua gamba è stata amputata, e non riesce più a girare la testa autonomamente, ma può benissimo indirizzare la sedia a rotelle nella direzione che vuole; e non ha intenzione di stare inerme ad aspettare la sua pietrificazione: ha ancora tanto da scoprire, imparare, e soprattutto, da capire. Un abisso generazionale lo separa da suo figlio, un moderno sociologo che non trova niente di utile e di confortante nel passato; un uomo brusco e quasi anaffettivo ai suoi occhi, aggressivo persino nell’atto di suonare un campanello, col pollice nervoso che preme ogni dieci secondi finché il padrone di casa non viene ad aprire la porta...

Immenso. Questo è l’aggettivo forse più calzante per descrivere la bellezza di quest’opera, considerata il capolavoro assoluto di uno dei più grandi cantori del West americano, Wallace Stegner (Lake Mills, Iowa, 1909 - Santa Fe, New Mexico, 1993), e vincitrice del premio Pulitzer nel 1972. E non ci si riferisce solo alla mole delle pagine (circa 800), ma alla tecnica e allo stile impeccabili, alla scrittura colta e garbata; alla passione espressa nel mettere in scena in modo esemplare la complessa gamma dei sentimenti umani. Nonché all’abilità magistrale nel restituirci la bellezza e la crudeltà di un paesaggio arido e selvaggio quale il caro, vecchio west: un luogo dal quale il lettore si sente risucchiato completamente, accecato da splendidi tramonti, cullato dalla sua pace, incuriosito e affascinato dalla varia umanità che lo popola. Un luogo nel quale i sogni di molti uomini hanno prosperato e si sono infranti, all’inseguimento di un futuro che sembrava non voler mai arrivare. In questo contesto elettrizzante, un miscuglio di incertezza ed esaltazione, si colloca il matrimonio di Oliver e Susan, il vero fulcro dell’analisi di Lyman Ward, nel tentativo di capire come due persone probabilmente destinate a fallire come coppia (esattamente ciò che è capitato a Lyman con sua moglie Ellen, con la quale si rifiuta ostinatamente di avere rapporti) siano riusciti a rimanere insieme per tutta la vita. Una donna affascinante e snob, colta, e amante della letteratura e della poesia, che sposa un pioniere e la sua causa; un ingegnere, un uomo pratico dalle grandi ambizioni, che ai confortevoli salotti pieni di intellettuali, preferisce le rozze profondità di una miniera. La loro sarà una vita itinerante tra mille difficoltà economiche, lunghe separazioni ed emozionanti ricongiungimenti, pericolose tentazioni dalle quali sarà difficile stare alla larga. E una costante diatriba nel cuore di Susan, combattuta tra il rammarico per la poca finezza intellettuale del marito (che continua fastidiosamente a scusare con i suoi colti amici, dei quali brama l’approvazione) e, per contro, una grandissima ammirazione per il coraggio e la concretezza con i quali insegue i propri sogni. Ma quella era un’altra epoca, riflette Lyman, nella quale non si metteva mai in discussione il sacro valore del matrimonio e della famiglia; il grande cruccio del protagonista, che è anche un altro elemento cardine del romanzo, è infatti il suo disprezzo per la società moderna (siamo negli anni '70), che rifiuta di ricercare nel passato quegli insegnamenti fondamentali per il suo progresso, identificandolo anzi come una pesante catena dalla quale liberarsi al più presto. Emblematico in questo senso il rapporto tra Lyman e Shelly, la giovane figlia di Ada, una disinvolta (troppo, per i gusti di Lyman) studentessa di Berkeley sposata ad un eccentrico hippy, che acconsente a fare a Lyman da segretaria, aiutandolo con le trascrizioni dei carteggi appartenuti a Susan. Shelly professa l’amore libero, e manifesta entusiasmo per la possibilità di vivere in una comune, mentre sostiene che Lyman abbia grossi problemi con il sesso e deride apertamente i pudichi - ma non meno sensuali - sentimenti vittoriani mostrati da Susan nei confronti del marito. Angolo di riposo è l’espressione utilizzata in ingegneria per indicare il punto sotterraneo in cui i materiali granulari raggiungono la stabilità: per Lyman, il cottage di Zodiac rappresenta forse quel cantuccio sicuro dentro al quale aspettare la fine. Ma la sua analisi dimostrerà che, nonostante la rigidità delle sue ossa, il suo cuore, a dispetto di ciò che crede, è ancora dotato di una certa “morbidezza”.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER