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Annabelle

Annabelle

In piena notte a Gullspång, una cittadina depressa della Svezia rurale isolata tra sterminate foreste, un padre sta cercando la figlia, Annabelle, una diciasettenne carina che ha la fama di essere una ragazza dalla doppia personalità. Brava a scuola e appartenente a un gruppo di lettura della Bibbia della parrocchia locale è però vista anche come una giovane a cui piace bere, fare baldoria e frequentare i ragazzi. Suo padre la cerca un po’ per le strade di Gullspång, ma poi si ricorda che sua moglie gli aveva parlato di una festa in un noto posto della cittadina a cui però Annabelle non aveva avuto il permesso di andare. Conoscendo i rapporti più che tesi tra madre e figlia, l’uomo decide di andare a dare comunque una occhiata e nonostante l’ora tarda nel posto dove si tiene la festa trova ancora qualche ragazzo e la migliore amica di sua figlia, a letto proprio con l’ex di Annabelle. Nonostante la maggior parte dei ragazzi rimasti sul posto siano in evidente stato di incoscienza o ubriachezza il padre della ragazza riesce a sapere che sua figlia alla festa c’è stata, ma solo per poco tempo, poi è andata via senza dire a nessuno dove e con chi. Da quel momento in poi la diciasettenne di Gullspång risulta irrintracciabile, è come svanita nel nulla. Nessuno l’ha vista, nessuno sa nulla. Intanto da Stoccolma arrivano i rinforzi alla polizia locale nelle indagini e nelle ricerche e tra loro c’è anche Charlie, ex cittadina e residente di Gullspång che ha lasciato la piccola città molti anni prima e ne serba esclusivamente ricordi dolorosi e spiacevoli. L’agente, in poco tempo, si ritrova a scoprire che su Annabelle i pensieri e le opinioni dei suoi ex concittadini sono molto discordanti e le frequentazioni stesse della ragazza scomparsa sono molteplici e vanno dai coetanei della sua scuola alle anziane ultrasettantenni della parrocchia. Ogni pista quindi va vagliata e seguita con cura. Ma Annabelle se ne è andata di sua spontaneità volontà o è stata presa, e in quel caso da chi? Annabelle è un giallo nordico che unisce tensione a denuncia sociale nella stessa trama, in cui l’autrice non nasconde ai lettori la volontà di presentare un’altra Svezia, meno perfetta di quella a cui siamo abituati, con problemi economici e di occupazione difficilmente pensabili in quella parte dell’Europa eppure presenti, e dove le problematiche adolescenziali sono le stesse di qualunque altro posto del pianeta.

Annabelle è una figura complessa che cattura l’interesse del lettore fin dalle prime pagine e che nel romanzo di Bengtsdotter ricorda a tratti la Laura Palmer di David Lynch, nel senso che è poco più che una presenza, in grado, però, di accentrare l’intera azione e l’intera trama del romanzo. Accanto a lei più che indovinati i personaggi di suo padre, una sorta di coscienza collettiva che non giudica, ma si pone domande e fa autocritica, e dell’agente Charlie, combattuta tra il senso di professionalità che l’ha portata nella sua vecchia città a risolvere il caso della scomparsa di una diciasettenne e il senso di angoscia che quel posto gli fa ritornare nella mente e nel cuore. E non sfuggirà certo ai lettori il parallelismo tra la storia dell’adolescente Annabelle e la storia della ex adolescente Charlie e il conseguente rapporto con le rispettive madri; una sorta di fil rouge che attraversa il romanzo e che è quasi un’altra storia parallela. Annabelle è un thriller di ambientazione, quindi, quasi concettuale e piace proprio per questo e anche, forse, perché l’autrice scrive in maniera semplice e immediata con uno stile moderno e a tratti colloquiale. Il risultato è un buon romanzo che proprio perché non ha ambizioni da bestseller finisce con l’essere una lettura coinvolgente e con un finale da scoprire.