Appuntamento a Londra

Appuntamento a Londra

Chispas Bellatin ha cinquant’anni e si trova in una suite di lusso all’Hotel Savoy di Londra, con vista sul Tamigi. È in viaggio per affari quando riceve la telefonata di Raquel Saavedra, una donna che lui non ha mai visto né sentito nominare ma che sostiene di essere la sorella del suo migliore amico d’infanzia, Pirulo Saavedra. Solo a sentire quel nome gli si mozza il fiato, ha bisogno di sedersi, di aprire la camicia, ma quando la donna si presenta alla sua porta si ricompone, rimette la maschera dell’uomo di successo, si finge padrone di se stesso. Raquel dice di non sapere dove si trovi Pirulo: a volte si fa vivo, altre scompare per mesi, poi riappare all’improvviso come il Figliol Prodigo. Chispas è confuso: Chi è Raquel? Pirulo è vivo? Dov’è? Perché è scomparso per tanti anni? Perché ha abbandonato il compagno di sempre, quello che più di un amico era un fratello? Quando comprende la vera identità della donna che ha di fronte, quando afferra la realtà di quel cambio di sesso e ascolta il racconto dell’operazione a Casablanca; allora gli affiora alla mente anche un ricordo, il tormento di uno spintone dato per istinto, il momento che ha rovinato un’amicizia; perché a lui, Chispas Bellatin, certe “frociate” proprio gli fanno schifo...

In questa piccola opera drammatica, che intreccia i temi dell’amicizia, dell’identità, del genere, dell’accettazione di sé e della colpa raccontati attraverso “i rituali e i malefici del sesso nella vita segreta delle persone”, Mario Vargas Llosa (vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010) dà prova di essere al tempo stesso uno scrittore poliedrico e un autore dalla poetica forte. Lui stesso nella premessa di Appuntamento a Londra racconta di come tutto abbia avuto inizio da un evento realmente accaduto e di come abbia cercato di raccontarlo in maniera verosimile. Ma, come spesso avviene, i personaggi impongono loro stessi, la loro natura, e così il testo ha iniziato ad allontanarsi dalla dimensione quotidiana per affrontare uno dei temi ricorrenti nell’opera dello scrittore e drammaturgo peruviano: il rapporto tra vita e finzione. E quale luogo migliore del teatro per parlarne? Apparentemente tutto avviene nello spazio ristretto di un unico atto, in una stanza d’albergo, in meno di un’ora, ma la dinamica dei tra Chispas e Pirulo/Raquel Saavedra si svolge ben al di là di un proscenio o delle unità di tempo e luogo, si svolge nel sogno, nella fantasia, nella memoria che porta indietro nel tempo e crea realtà alternative, immaginifiche, mondi possibili e soggettivi che si allontanano a tal punto da ciò che siamo abituati a considerare realtà oggettiva, che quando il concreto e il vero fanno irruzione nella psiche del protagonista arrivano come un colpo di scena, forse non originalissimo ma certamente inaspettato e perturbante. Durante la lettura gli occhi rimangono contemporaneamente incollati alla pagina e lontani, persi nella fantasticheria, e arrivati all’ultima riga viene voglia di andare a teatro e rivivere tutto da capo. Il premio Nobel confessa anche di aver dedicato cinque anni alla stesura di questo piccolo gioiello che all’inizio gli appariva come un fallimento. Chi legge non può che sentirsi solidale: la storia di Chispas e Pirulo/Raquel rimane addosso, è una di quelle storie difficili da lasciar andare.



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