Aria

Aria

Quando ci si incontra per la prima volta, difficile sapere già in anticipo tutto quello che succederà. Silvia lo vede scendere da un’auto, stoppare “Quanno chiove” di Pino Daniele, fumare una sigaretta dopo l’altra. Solo quando prova a fare accendere una sigaretta anche a lei, perché il suo accendino non ne vuole sapere, racconta di essere arrivato da Roma a Pompei appena due settimane prima e di lavorare in una fabbrica lì vicino. Guido l’ha già notata da un po’, anzi le sospira quasi dietro da alcuni giorni. Gli hanno detto che è una che se la tira, che fa l’Università a Napoli e ha un po’ di puzza sotto il naso. Approfittare della situazione per aiutarla ad accendersi una sigaretta gli sembra proprio un’occasione d’oro e pur di rivederla, si inventa un modo per farsi assumere nel ristorante accanto al locale “This Avenue”, dove ci sarà una festa e lei sarà sicuramente presente. Silvia non ama le feste, non ama trovarsi con tutta quella gente intorno e non ama nemmeno essere al centro dell’attenzione come invece sta accadendo, visto che proprio quella mattina ha dato l’ultimo esame e ora la laurea in Economia è proprio a un passo. Deve prendere aria, non ce la fa più ed esce. Mentre si fa delle domande sul meraviglioso cielo stellato, qualcuno che ormai lei ha imparato a conoscere per averlo osservato da lontano le offre una sigaretta. Fumare insieme è un ottimo modo per raccontare qualcosa di sé e i due cominciano a scoprire le proprie carte. Silvia afferma di come non abbia voglia di rientrare alla festa, Guido di rimando le dice che l’aiuterà a distanza: “Tu pensami se ti annoi, se hai voglia di scappare via. Magari compaio e vengo a prenderti”...

L’amore è il grande protagonista in questa storia adolescenziale, nella quale si esalta il sentimento sbocciato tra due giovanissimi, entrambi con un bagaglio di esperienze familiari piuttosto difficile, a cui deve aggiungersi l’aspetto caratteriale: la ragazza è ingenua e non certo esente da problemi sotto questo aspetto (a cominciare dalla timidezza) e il ragazzo appare semplicemente perfetto, capace di dire e fare sempre la cosa giusta al momento giusto. Un’alternanza non soltanto di due generi stilistici diversi (prosa e poesia), come peraltro era già successo nel precedente libro della Sicignano Io, te e il mare, ma anche dei pensieri ora di uno, ora dell’altra, come dire... dalla parte di lui e dalla parte di lei. Quindi ci sono le cosiddette “due campane” intorno alla stessa medesima storia, che è decisamente quella che hanno sognato tutti nella vita: amarsi senza limiti, non senza problemi, né privi di difficoltà, ma in grado di superare tutto, semplicemente mano nella mano. Nella vita reale non funziona proprio così, anzi, spesso gli ostacoli sono quelli che portano lontani i due innamorati, travolti dalla vita, dagli errori, dalle incomprensioni. Ed è come guardare all’altro con un paio di occhiali dalle lenti rosa, incapaci di vederne i difetti, o forse con la grossa capacità di perdonare, di superare, di voltare pagina. Tutto quello che gli adulti non sanno fare più...



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