Artemis Fowl - L’incidente artico

Con tutto l’oro che è costato il suo riscatto, l’agente Spinella Tappo si trova demansionata a fare la guardia a dei pozzi di risalita abbandonati che occasionalmente diventano i varchi utilizzati dai goblin: di solito la merce contrabbandata non è molto importante, ma è essenziale tenerli sotto controllo in modo da evitare che gli umani, i Fangosi, possano accorgersi di loro e mettere a rischio la sopravvivenza negli Strati Inferiori. Durante una noiosa guardia qualunque, Spinella Tappo e il vanesio Cicca Verbil intercettano dei goblin in tute che li nascondono ai termosensori. Quelle tute, insieme a delle vecchie armi ormai dismesse e riadattate, sono tecnologie troppo avanzate per dei goblin e il pericoloso segnale che qualcuno stia manovrando quelle creature così stupide… Il primo sospettato è l’unico Fangoso non sottoposto a Spazzamente dopo essere entrato in contatto con il Popolo: l’astuto giovane criminale Artemis Fowl, che appena un anno prima aveva dato prova di avidità e assenza di qualunque scrupolo con il rapimento di Spinella Tappo. Eppure Artemis in questo periodo sembra avere in mente solo il salvataggio del padre: dopo tanto tempo e tante ricerche, la mafia russa ha dato notizie di lui e ora bisogna solo trovare il modo di raggiungere Murmansk in modo sicuro e con un cospicuo riscatto… Artemis forse non ha a che fare con l’esercito di goblin e gli strani malfunzionamenti delle apparecchiature della LEP, ma se vuole salvare il padre, ora, deve necessariamente contare sull’aiuto della Libera Eroica Polizia, oltre che del fido Leale. E se vuole l’aiuto della LEP, bisogna prima evitare un colpo di stato a Cantuccio…

L’incidente artico è il secondo capitolo della saga dedicata al giovane genio criminale Artemis Fowl. In questo volume si intrecciano due avventure: la prima, che dà il titolo al libro, è il salvataggio del padre di Artemis; la seconda sventare il complotto che mette a rischio l’ordine pubblico di Cantuccio e la carriera e la vita stessa dei personaggi che abbiamo già conosciuto nel primo libro della saga: il comandante Tubero, Spinella Tappo, il centauro Polledro. I due racconti si intrecciano fin da subito: per una volta gli umani e il popolo possono forse collaborare… in breve si espongono agli stessi rischi ed è chiaro che non sarà possibile portare a termine una missione senza concludere l’altra. In un ritmo sempre più serrato, i punti di vista si alternano aumentando così l’attesa e la concitazione in un’avventura che si fa sempre più movimentata. A poco a poco, perfino il gelido Artemis Fowl riuscirà a sentirsi parte di una squadra, se non altro per poter tornare prima possibile al suo obiettivo principale. Eoin Colfer ripropone, in questo secondo libro, tutto ciò che del primo aveva funzionato: gli intrighi, la commistione di magia e tecnologia, personaggi decisamente peculiari come il nano Bombarda Sterro. E un pizzico di umanità in più per quello che rimane un giovane genio criminale, ma che detesta sporcarsi le mani e che, in fondo, vorrebbe solo tornare alla sua lussuosa vita “normale” e riabbracciare suo padre.

 


 

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