Atlante di zoologia poetica

Atlante di zoologia poetica

È proprio vero che l’apparenza talvolta inganna. La mantide orchidea è un insetto di una bellezza poetica con quelle sue quattro zampe che sembrano proprio petali di un’orchidea, al punto da poterla confondere con il fiore. Eppure si tratta di un predatore terribile, particolarmente ghiotto delle delicate farfalle ma capace di predare persino piccoli uccelli e pipistrelli. Senza parlare del rischio che, come è noto, corre il maschio quando si accoppia con la femmina… Il pesce pipistrello si chiama così perché, viste dall’altro, le sue pinne pettorali somigliano alle ali del piccolo mammifero, ma la sua caratteristica più curiosa sono certamente le labbra di un rosso fuoco fluorescente, utile per il riconoscimento durante la stagione riproduttiva. Inoltre questo pesce cammina letteralmente sui fondali marini sulla punta delle sue pinne e possiede un’esca sulla testa e una specie di canna da pesca retrattile con le quali attira le sue prede… Cacapò in lingua maori significa “pappagallo notturno” ed è il nome volgare di un pappagallo che non vola ma si arrampica e che per attirare le femmine scava un buco nel suolo, gonfia la cassa toracica, batte le ali e produce grida di vario tipo come un “bum” che ripete per tre o quattro mesi fino a perdere metà della massa corporea per poi battersi a morte al fine di conquistare la femmina… Lo squalo martello maggiore è una creatura marina enigmatica e non soltanto per l’aspetto particolare che gli conferiscono le propaggini piatte della testa e la spina dorsale molto sviluppata; nonostante l’aspetto massiccio si muove con grazia vicino alle coste e al largo. Non si sa bene come si riproduca ma si è osservato come il maschio giri intorno alla femmina e come questa prediliga gli esemplari più imponenti; poi, dopo la scelta, la coppia si apparta lontano dagli altri al calare della notte. Nel 2001 però in uno zoo di Omaha negli USA è capitato che sia nato uno squaletto in una vasca che conteneva tre esemplari, tutte femmine. Fatta una serie di valutazioni, l’opzione rimasta è che la riproduzione sia avvenuta per partenogenesi, il primo caso in assoluto tra gli squali! E le particolarità non finiscono qui… L'Ayolotl deriva il suo nome da quello con cui gli Aztechi chiamavano questo urodelo – la famiglia della salamandra e del tritone – e che significa “mostro acquatico”. Vive solo nei laghi, a 2000 metri di altitudine, può passare l’intera esistenza allo stato larvale ma con la capacità di riprodursi e può respirare tramite la pelle. Questo strano essere, se perde un arto un occhio la coda, è in grado di rigenerarli nel giro di qualche settimana. Chissà se si riuscirà ad identificare i biomarcatori che innescano la rigenerazione per utilizzarli nei mammiferi prima che scompaia questa specie che è decisamente a rischio… Discorso molto simile per una minuscola medusa, la Turritopsis nutricula, una delle più antiche creature sulla faccia della terra di cui vi sono tracce risalenti a 650 milioni di anni fa. È fatta al 98% di acqua ed è l’unico animale capace di invertire il processo di invecchiamento delle proprie cellule. Esatto, avete capito bene, questo animale ringiovanisce, restaurando le cellule danneggiate. Che promessa affascinante per la medicina rigenerativa…

Tra le trentasei creature straordinarie raccontate in questo bellissimo volume c’è poi l’insetto che pare una foglia, poi il bruco che per difendersi si gonfia fino a sembrare un serpente velenoso, il camaleonte pantera che cattura le prede con la sua lingua in 20 millisecondi, la rana azzurra bellissima capace di uccidere 80 persone con un grammo del suo veleno, il tasso del miele che non teme nessun predatore e che si immunizza fin da piccolo al veleno di serpenti e scorpioni – le sue prede preferite – grazie ad una specie di mitridatismo; e persino una creatura che, secondo molti studiosi, potrebbe provenire da un altro pianeta, il tardigrado che sopravvive a temperature assurde – a -270° come a +151°! –, a una pressione di 600 megapascal, ai raggi X, agli ultravioletti, ed è capace di morire clinicamente e poi resuscitare riattivando il metabolismo sospeso per il tempo necessario. Di molti degli esseri descritti in questa antologia non si conosce bene tutto e sono quindi oggetto di studio, ma la situazione appare ancora più stupefacente se si considera che, secondo gli studiosi, esiste circa un 90% di specie di cui ignoriamo l’esistenza. In questo saggio, splendidamente illustrato con i delicati disegni acquarellati di Julie Terrazzoni, Emmanuelle Pouydebat – autrice di saggi e articoli scientifici, direttrice di ricerca presso il Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi, ricercatrice al CNRS (Centre National de la Richerche Scientifique), etologa specializzata in evoluzione del comportamento animale, soprattutto riguardo la capacità di manipolare e utilizzare utensili cui si dedica da oltre quindici anni con un approccio interdisciplinare – offre un assaggio della magia e della meraviglia che è possibile scoprire nel mondo animale, come dice lei stessa “basta darsi il tempo di guardare” e lasciarsi “commuovere”. Dev’essere stato difficile scegliere tra 1,2 milioni di specie censite e certamente uno dei criteri adottati dev’essere stata la ricerca degli esemplari più “strani” che vivono nelle acque più profonde, sui rilievi montuosi più alti, nei deserti più aridi, nelle paludi più sperdute. “La verità è che tutto è poesia nel mondo animale” dice la studiosa che, alla fine, deve aver seguito cuore e istinto. Nel volume – sfogliarlo è prima di tutto un piacere per gli occhi – lei riesce a coniugare scienza e poesia, perché le informazioni e le curiosità interessanti riguardo ciascuno dei trentasei esemplari descritti si accompagnano a brevi riquadri che riportano citazioni di libri o proverbi, che ne chiosano le unicità sottolineandole. Curiosità, arricchimento, attenzione alla biodiversità e ai pericoli che corre ogni giorno, soprattutto a causa dell’uomo: questi gli ingredienti che servono a raccontare un mondo in larga parte ignoto che ci appare quasi leggendario e onirico. Dice Pouydebat che “Questo libro vuole essere un invito a provare stupore e pura meraviglia”. Quindi, se volete fare un viaggio fantastico semplicemente sfogliando alcune pagine e senza muovervi dalla poltrona, questo libro è per voi; se siete stati di quei bambini che si incantavano tra le illustrazioni dei libri di animali, questo libro è per voi; se vi piace collezionare libri esteticamente belli – e questo lo è al pari dell’ Atlante di botanica poetica che lo ha preceduto – questo libro è per voi.



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