Attenti al Gorilla

Sandro Dazieri non ha un lavoro vero. Non è facile, quando sei come lui. Valeria, la sua “fidanzata”, socia in uno studio legale di alto livello con sede in centro, gli ha trovato un incarico. Un controllo discreto ma efficace ad un ricevimento: la figlia del padrone di casa ultimamente sta frequentando, con estremo orrore della famiglia, dei punkabbestia, che si sa non sono pericolosi in genere - anche se si accompagnano con cani che fanno paura - ma certamente non hanno un buon rapporto con acqua sapone ed educazione, tutte cose che per la civile convivenza sono fondamentali, figuriamoci a un ricevimento di ricchi. Valeria sa che Sandro non è entusiasta, ma ha strappato un bel compenso e tanto basta per mandarlo a incontrare il signor Gardoni. Sia pure con poco slancio – da entrambe le parti - l’accordo è raggiunto, grazie soprattutto a un giochino con cui Sandro convince l’uomo della sua capacità di osservazione e di controllo. La sera della festa gli viene fatta incontrare la figlia sedicenne, Alice. Al momento la ragazza è chiusa in camera con una robusta infermiera a sorvegliarla, rifiuta di parlare e se lo fa è solo per insultare. Durante il ricevimento, quando tutto sembra essere andato per il meglio, il rumore di una vetrata infranta richiama Dazieri e un autista, quest’ultimo con pistola spianata. Evitato che l’autista spari, Sandro si accorge che quella che sta scappando, aiutandosi con una corda a scavalcare il muro di cinta, è proprio Alice. La ragazza viene trovata assassinata da un colpo d’arma da fuoco al cuore poche ore dopo e Dazieri viene indicato dai familiari come uno fra gli ultimi a vederla. Gli brucia pensare che se l’avesse fermata forse sarebbe ancora viva e ancora di più lo turba che Ferolli, il dirigente della Mobile, glielo faccia presente.…

Attenti al Gorilla è il primo romanzo di una serie diventata ormai cult fra gli appassionati del genere, che poi qui è quasi un genere a sé stante, un po’ giallo, molto noir e un po’ psicologico. Perché il Gorilla, l’alter ego di Sandrone, è lui stesso. Questa “stranezza” è comparsa fin dall’infanzia e Sandrone ha passato anni a farsi analizzare. Psichiatri, neurologi e psicologi però hanno raggiungono tutti la stessa conclusione: è una cosa impossibile vivere senza dormire. In realtà, questa la conclusione di Dazieri, poiché accade è evidentemente possibilissimo. Ha imparato a conviverci con questo strano Socio, uno entra in servizio quando l’altro dorme e agisce senza che l’altro sappia cosa fa. Per agevolarsi a vicenda (perché hanno anche abitudini gusti e atteggiamenti molto differenti) ha/hanno escogitato un sistema per cui prima di addormentarsi si lasciano dei biglietti con il resoconto di quanto successo. Un po’ scioccante e decisamente nuovo questo personaggio, per quanto a una prima descrizione non possa non venire in mente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, capolavoro datato 1886 dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, in realtà le differenze sono sostanziali. Le due personalità di Dazieri, che fra l’altro ha prestato il nome al personaggio, sono assolutamente complementari e opposte fra loro, riuscendo a convivere e a portare avanti una vita pressoché normale, se escludiamo il fatto che abitando in un unico corpo nessuno dei due in sostanza dorme mai. Va riconosciuto il merito anche di una scrittura scorrevole e accurata, che non annoia mai il lettore. Prima di mettersi a scrivere professionalmente, Dazieri è stato correttore di bozze pubblicista giornalista e infine direttore per Arnoldo Mondadori, prima solo dei Gialli e poi di tutto il comparto dei libri per le edicole e va detto che il “mestiere” si sente in ogni riga, così come lungo tutto il racconto, sono inseriti numerosi riferimenti ed episodi autobiografici.

 


 

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