in Autunno

in Autunno

Glemmingebro, contea di Scania, Svezia meridionale, settembre 2013. Mancano sei mesi alla nascita della sua quarta figlia, quando lo scrittore Karl Ove Knausgård decide di scrivere un racconto al giorno per un anno, con lo scopo di raccontare quotidianamente alla nuova creatura qualcosa sul mondo che tra poco vedrà con i propri occhi. Ancora non sa se sarà un bambino o una bambina, ma sa che sta già provando per lui o per lei un amore smisurato che lo spinge a descrivere la vita che la figlia si troverà ad affrontare una volta venuta al mondo. Che cosa veramente sia questa vita, Karl Ove lo ha imparato e capito lavorando nel giardino della casa di campagna dove vive con la moglie e i tre figli. Essa non va temuta, perché di norma la vita è bella. Certo, a volte può essere spaventosa perché arriva a ondate che possono fare male, ma non c’è motivo di procedere con cautela, né di aver paura di nulla, perché la vita va oltre l’aspetto visivo e superficiale. Per comprenderla occorre immergere le mani nella terra che pullula di vermi e insetti, fino a sentire l’umido della linfa vitale che fa sbocciare i fiori e germogliare le piante. Non solo la vediamo, ma la sentiamo sulla nostra pelle che, come una pellicola, viene impressionata da tutto ciò che la tocca. Su questa base, ogni cosa può essere descritta: le mele, le vespe, i sacchetti di plastica, le focene avvistate in mare. Persino il primo esperimento di fotografia che riuscì a immortalare le forme immobili ma non le persone in movimento è una magia che vale la pena di essere subito raccontata a chi ancora non ha occhi per vedere e orecchie per sentire. Così come possono essere raccontati il sole, i denti, le rane, il crepuscolo che viene e che divora i colori: qualsiasi cosa verrà descritta analiticamente e poi frammentata, osservata al microscopio per essere messa a nudo e mostrata in tutti suoi dettagli. Perché ciò che si conosce non fa più paura...

Un racconto al giorno per un anno raccolti nelle quattro stagioni, che racchiudono in un contenitore il ciclo vitale della natura e dunque anche quello delle creature che la abitano, uomini compresi. Lo scopo dichiarato è quello di anticipare alla figlia in arrivo un mondo che deve ancora vedere, per prepararla alla complessità, educarla alla bellezza prima che siano le paure a conquistare il piccolo cuore che sta già pulsando dentro alla pancia della madre. C’è però un secondo aspetto che viene a galla e che solo chi avrà già letto almeno uno dei sei volumi che compongono La mia battaglia potrà cogliere, tanto da supporre che questo background sia quasi una condizione necessaria, quasi un limite, per affrontare la nuova lettura ed apprezzarla. Dice l’autore: “Sto scrivendo queste cose in una piccola casa a Glemmingebro, nella parte meridionale della Svezia, sotto tutti i punti di vista in un luogo molto lontano da quello in cui sono cresciuto e dalla persona che ero allora. Eppure, quel mondo mi è così stranamente presente dal momento in cui mi sono alzato dal letto qualche ora fa. Ricordi sempre nuovi mi affiorano alla mente”. La sensazione che si ha leggendo questi brevi capitoli (illustrati dalla pittrice norvegese Vanessa Baird), che descrivono qualcosa del nostro mondo, è che il progetto sarà utile tanto alla figlia quanto al padre. Poiché grande è il distacco tra ciò che qui, con la medesima dovizia di particolari, viene narrato e i sei capitoli di quello che è considerato come il capolavoro di Karl Ove Knausgård, si avverte tra le righe lo spasmodico bisogno dello scrittore di toccare con le proprie mani la realtà che lo circonda, come se necessitasse di questa consapevolezza per dire: ecco, sono finalmente quel me stesso che per anni ho cercato. Nella memoria, il lettore avrà ancora la figura del padre di Karl Ove, tanto temuto e dal quale non ha mai ricevuto molto amore, mentre davanti agli occhi scorrono parole piene di affetto per i figli che stanno crescendo sotto ai suoi occhi. Il distacco tra le due figure di padre è palpabile, come palpabile è la terra che viene smossa in giardino. Un primo passo, questo in Autunno, al quale il prossimo anno farà seguito il nuovo volume in Inverno, seconda stagione di un padre in attesa dell’arrivo di una figlia già amata.



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