Baci da Polignano

Don Mimì Scagliusi, l’uomo più ricco di Polignano a Mare, immortalato come Re della Patata sulla copertina di “Trullo Magazine”, decide finalmente di lasciare Matilde dopo trent’anni di un matrimonio infelice, trascinato e chiacchierato. Si trasferisce dal palazzotto di famiglia - rosso, esagerato e soprannominato “Il Petruzzelli” dai suoi concittadini - al piccolo appartamento nel centro storico ristrutturato per il secondogenito Orlando, che invece preferisce vivere a Bari. Non è stata una decisione semplice per don Mimì, un uomo che ha saputo amministrare un impero creandolo dal nulla, ma non è stato mai in grado di prendere decisioni per la propria felicità, sempre fermo, sempre immobile in mezzo agli eventi che lo riguardano, interessato più a salvaguardare tradizioni e status quo. A spingerlo, stavolta, è stato u’fatt: Matilde, moglie soprammobile per anni trascurata e data per scontata, si è presa una sbandata per Pasqualino, l’uomo di fiducia dell’azienda. Ninella, consuocera degli Scagliusi, è ancora la sarta più bella del paese. Tuttavia non è solo questo rapporto di parentela a legarla a Mimì, ma un amore profondo e duraturo, intenso e mai sopito nonostante le vite di entrambi abbiano preso strade separate, per via della famiglia di lui che non approvava la loro relazione in gioventù. E proprio adesso che finalmente Mimì è un uomo libero, Ninella frequenta un altro, un architetto milanese trentottenne che la fa stare bene e la fa sentire bella e di nuovo ragazzina…

“Certi amori fanno solo finta di sparire” scrive Luca Bianchini, e Baci da Polignano racconta proprio questo: terzo capitolo della storia d'amore soffocata, malcelata e chiacchierata tra Mimì e Ninella, cui fa da cornice la splendida Polignano, frustata dal maestrale, col suo centro storico popolato di turisti, le case a picco sul mare, gli scogli schiaffeggiati dalle onde, e che diventa essa stessa personaggio, amato e rispettato. “Ninella era il cuore di Polignano, quello che non si arrende: tignoso, permaloso e folle Nonostante i pettegolezzi dei polignanesi, all’ordine del giorno, cammina a testa alta, bella e fiera, perché le chiacchiere non la interessano, segue solamente il suo cuore: sa che la vita risarcisce le persone prima o poi, e Ninella ha già sofferto abbastanza, ora è il suo turno di riscattare. Oltre ai due protagonisti il carnet di personaggi è molto ricco, composto da figure irresistibili ma vere, con caratteristiche personologiche svariate, ognuna col proprio bagaglio di errori, delusioni, traguardi, emozioni e sospesi da risolvere, così diverse e dettagliate da sembrare reali, tanto che è facile per ogni lettore trovarne una, o più, con cui identificarsi. Il filo conduttore del romanzo è dunque l’amore, declinato nelle sue varie forme, a volte ritrovato, a volte nuovo, a volte rinato tra panzerotti e zucchine alla poverella, a volte infantile, capriccioso, ma pur sempre amore. “In fondo Mimì aveva sempre sognato la libertà, ma alcuni sogni sono belli solo se non si realizzano”.

 


 

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