Salta al contenuto principale

Banana Republic 1979

Banana Republic 1979

Savona, sabato 16 giugno 1979. Lo stadio Bacigalupo è affollato da quindicimila giovani che ridono e fumano in trepidante attesa. Il palco è incredibilmente grande, distante, pieno di strumenti musicali e tante luci. Il tempo minaccia pioggia, ma tutti sono fiduciosi che non pioverà. Nessuno è consapevole che quel concerto sarà un punto di svolta della musica pop italiana: Dalla, De Gregori, Ron e i loro musicisti riapriranno la strada alla musica dal vivo. È dal 13 settembre 1977 con Carlos Santana che non si fa un concerto rock, in quell’occasione sul palco del Vigorelli di Milano arrivò una bomba molotov, exploit di una escalation di proteste degli autoriduttori, a matrice politica, iniziate l’1 ottobre 1970, sempre a Milano, al Palalido con i Rolling Stones. L’anno successivo l’attacco colpirà i Led Zeppelin e a seguire tanti altri tristi episodi violenti coinvolgeranno anche musicisti italiani: Venditti, Branduardi, De Gregori. Teppisti coperti da fazzoletti con spranghe e bastoni, bulloni, pietre (Lou Reed viene perfino colpito alla testa da un cubetto di porfido) invadono locali e palazzi dello sport e picchiano alla cieca, feriscono gente del pubblico, fomentano disordini trasformando il palco in una specie di “tribunale del popolo”. Tra gli autoriduttori anche Gianni Muciaccia, in seguito leader dei Kaos Rock e Nicoletta Bocca, figlia del giornalista Giorgio Bocca. Le contestazioni che vengono mosse ai cantanti sono di lucrare sul prezzo del biglietto, di scrivere canzoni borghesi, così alcuni autori vengono presi di mira come nemici del movimento operaio...

Con Banana Republic 1979. Dalla, De Gregori e il tour della svolta Ferdinando Molteni ricostruisce in maniera molto dettagliata il tour omonimo, diventato una pietra miliare della storia della musica italiana. Attinge a fonti e informazioni di prima mano o riprese dalla stampa dell’epoca e inserisce nel libro 16 fotografie di Roberto Villa scattate durante il concerto inaugurale che documentano la prima collaborazione artistica di Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Ron. Una proposta originale sia dal punto di vista musicale che organizzativo: per la prima volta in Italia si suonerà negli stadi. Molteni alterna notazioni storiche a interviste alle persone coinvolte nel tour, trasportando il lettore nel clima contestatario dell’Italia di quaranta anni fa, direttamente nel mezzo dei quotidiani scontri sociali e politici degli anni Settanta, violenti e con pretese spesso paradossali. Nonostante le difficoltà, la realizzazione di un LP e un docufilm tecnicamente raffazzonati, il successo è stato e rimane grande, perché coloro che si sono esibiti sul palco, artisti differenti, umanamente e professionalmente, hanno fatto musica per amore della musica, si sono spesi e hanno trasmesso la loro passione al pubblico. Attraverso queste pagine, in alcune parti esse stesse un po’ frammentarie, si ha un’interessante testimonianza su quell’evento memorabile a cui hanno partecipato oltre seicentomila persone e che ebbe come protagonisti anche i gruppi dei musicisti, Ron e i futuri Stadio, i discografici, i giornalisti e che è stata la scintilla per un cambiamento epocale inaspettato nel mondo della musica italiana, con conseguenze significative nelle carriere degli artisti coinvolti.