Barbara e altri racconti inediti

Barbara e altri racconti inediti

L’uomo ama molto la moglie. Pensa che vuole ucciderla nel momento in cui la vede nella casa del vicino, quel vicino indebitato a cui il giorno dopo toglierà tutte le proprietà. Non fosse che poi capisce che la moglie è lì perché vuole fare la carità a quel vicino cattivo e indebitato. Per aver dubitato della moglie, e per aver mentito dicendo che anche lui provava pietà per il vicino, il giorno dopo decide semplicemente di camminare senza fermarsi più, per giorni, mesi e poi anni… Chi è quella palla di lardo che guida la Chrysler a tutto spiano, infischiandosene della vecchia signora, dei tram, del poliziotto e che continua a parlare e parlare? È Eddy, che voleva passare a trovare la sua amata Barbara. La ragazza però era impegnata con un cliente e lo hanno cacciato in malo modo. Ma non è che Eddy sia geloso, è solo che odia i cappotti da uomo, e non gli piace quando ne trova uno sull’appendiabiti di Barbara, tutto qui… Gaumer deve assolutamente sbarazzarsi del corpo di Irk. A ucciderlo non ci è voluto niente; tutta un’altra cosa è sbarazzarsi del cadavere. Prima tenta di trascinare il cadavere per le gambe, poi per la testa. Certo la testa non è stata progettata come un’impugnatura, quindi continua a sfuggirgli di mano. Gaumer chiama il nipote per farsi aiutare, ma a quel punto il corpo di Irk è diventato troppo grosso…

Se i racconti presenti in Barbara sono poco noti in Italia, è perché per la prima volta questi vengono tradotti e pubblicati nel nostro paese da Via del Vento Edizioni. Il ritardo può essere dovuto al fatto che Brecht stesso, finché fu in vita, non riuscì mai a pubblicare tutti i suoi racconti. Nei cinque presentati in questa raccolta, composti in periodi piuttosto distanti tra loro (il primo è del 1921 mentre l’ultimo del 1938) il lettore può sperimentare il comico, l’assurdo, il tragico, il grottesco, e l’angosciante; a volte anche tutti insieme. Vincenzo Ruggiero Perrino nella postfazione permette al lettore che conosce poco Brecht di creare una mappa dei temi e dei personaggi che appaiono in questi racconti, che sotto questi punti di vista sono molto collegati all’intera opera dell’autore e al teatro di quegli anni in generale: vi si trova “il tipo che si sacrifica per la collettività, che poi sarà al centro di alcuni drammi didattici”; la coppia comica delle gags che divertivano il pubblico dei teatri; non manca nemmeno la “dimensione allucinatamente distorta” delle atmosfere kafkiane. Insomma, in questi racconti brevissimi Brecht riesce, come con le sue opere teatrali più famose, a rappresentare uno spaccato umano incredibilmente vivo e assurdo, che muove al riso senza rallegrare.



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