Belka

Belka

È il 1942 e l’esercito giapponese prende il controllo di due isole nell’arcipelago delle Aleutine, nel Pacifico, in territorio americano. Attu e Kiska vengono ribattezzate Atsuta e Narukami. Nel maggio del 1943 le forze di occupazione di Attu vengono sterminate da undicimila marines. Per evitare la stessa sorte a Kiska, le truppe nipponiche organizzano una fuga precipitosa e tutti gli uomini vengono evacuati. Sul campo restano quattro cani soldato, uno di questi è una femmina di pastore tedesco, Explosion, ed è un prigioniero di guerra, sottratto all’esercito americano. È dal 1909 che il Giappone adopera cani addestrati durante le operazioni militari, ma è in Germania che nel 1899 viene fondata la Società del pastore tedesco, per sviluppare e selezionare una razza pura. I quattro cani abbandonati hanno a disposizione viveri per molto tempo e possono ripararsi nelle trincee durante gli acquazzoni e durante il bombardamento aereo, poiché gli americani sono all’oscuro della fuga dei nemici. In questa inaspettata libertà, Explosion si accoppia con l’altro pastore tedesco, Seiyu. Nell’agosto dello stesso anno i marines sbarcano sull’isola e scoprono che è abitata solo dai cani. Explosion è felice di riunirsi ai suoi padroni e gli altri ne seguono l’esempio, tranne Katsu, che attacca un soldato e attira altri in un campo minato, facendoli esplodere e morendo a sua volta. La sorte dei cani rimasti è ora nelle mani dell’esercito americano e anche quella dei cuccioli di Explosion, che nascono poco dopo. Cinque cuccioli di pastore tedesco di razza pura, pronti per essere portati negli Stati Uniti e addestrati...

Nel XX secolo l’addestramento e l’uso a fini militari dei cani è cosa nota. Tantissimi hanno perso la vita nelle due grandi guerre, addestrati a varie funzioni, a seconda della razza e delle attitudini. Negli anni tutte le grandi potenze militari se ne sono servite, monitorando gli accoppiamenti degli esemplari migliori e seguendo con cura l’addestramento dei cuccioli. Utilizzando una cornice storica dettagliata Furukawa Hideo ha inserito elementi fittizi immaginando nel corso degli anni le avventure, decisamente rocambolesche, dei discendenti dei quattro cani soldato recuperati a Kiska. L’elemento umano inserito nella narrazione è funzionale all’esistenza dei cani, che vengono spostati nel mondo: Stati Uniti, Europa, Alaska, Russia, Cina. Le bestiole, in virtù delle loro peculiarità, sono il filo conduttore dei grandi eventi storici: le grandi guerre, la guerra fredda, il Vietnam, i viaggi spaziali. Il titolo del libro richiama il celebre cane del programma spaziale sovietico, che insieme alla compagna di viaggio Strelka, nel 1960 riuscì a tornare sulla terra dopo aver trascorso diverse ore in orbita sullo Sputnik 5. A loro è dedicato il film d’animazione Space Dogs del 2011. I due cagnolini, ovviamente imbalsamati, sono esposti al Museo dei cosmonauti di Mosca. Furukawa non è nuovo alla stesura di storie originali (Una lenta nave per la Cina, Tokyo soundtrack), il suo stile amalgama la narrazione in terza persona a momenti in cui si rivolge con tono paterno ai suoi personaggi, chiedendosi cosa provino e dove siano. Per chi ama la fantapolitica e le storie con protagonisti gli animali, questo libro è l’ideale. Nel 2015 Furukawa ha vinto il Noma Literary New Face Prize, assegnato in Giappone a partire dal 1979 ai migliori testi pubblicati nell’anno in corso (nel 1982 lo ha vinto Murakami). Un trampolino di lancio per far conoscere anche all’estero gli autori nipponici.



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