Benevolenza cosmica

Quasi gli prende un colpo! Il referto è chiaro: tre macchie, un tumore molto raro e quasi sempre maligno. Ma non nel caso di Kurt O’Reilly, che a quanto pare si trova nel fortunato quattro per cento di pazienti in cui la lesione all’occhio è benigna. Kurt vive a Londra, ha trent’anni, un impiego all’Ufficio nazionale di statistica, è sposato con Elisabeth Brooks, scrittrice emergente, e questo non è il suo unico colpo di fortuna. Ultimamente nella vita sembra andargli tutto molto bene. Anzi, decisamente troppo bene! Per la precisione si sente “vittima di una pazzesca congiura interplanetaria” che non solo elimina qualunque seccatura dalla sua esistenza, ma la riempie di spudorati benefici. Da bravo statistico dimostra con la concretezza dei numeri la sua teoria e prende nota degli eventi favorevoli che si susseguono nella sua vita: tre mesi, seicento annotazioni, sette al giorno. Inaccettabile! Una benevolenza cosmica che si manifesta con “benefici di entità variabile, fra l’apprezzabile e l’eccessivo”. Tutte le donne che incontra cercano di sedurlo e i tassisti sono così ben disposti da regalargli le corse. Ottiene quarantamila sterline da un’operazione di borsa pensata per smaltire denaro, una promozione immeritata, un’offerta stratosferica per l’acquisto della sua macchina usata e, come se non bastasse, scampa prima a una rapina e poi a una sparatoria. Solo una spasmodica ricerca e un incontro inaspettato saranno in grado di placare questo non gradito vortice di fortuna…

Fabio Bacà si affaccia al panorama letterario italiano dall’alto del podio a cinque di Opera Prima 2019 con un riuscitissimo artificio letterario. Un insieme di fatti improbabili e circostanze inverosimili cucite ad arte su di un personaggio credibilissimo. Kurt è un ragazzo normale, uno di noi, ed è uno dei pochi a esserlo in tutto il romanzo. Le sue fortunate disavventure e la pretesa di tornare alla sua vita di sempre sono infatti contornate da personaggi eccentrici e strampalati, che stentano a credergli quando prova a confidarsi e rendono l’impresa di interrompere questo immeritato stato di grazia ancora più ardua. Ma il mistero ha una soluzione e ci arriveremo piano piano, passando tra le mani di psichiatri e cartomanti, delinquenti e poliziotti, confortati in questo tumultuoso succedersi di eventi dalla penna agile di Bacà. A sdrammatizzare uno stato di angoscia inevitabile è infatti un tono di voce divertente, a volte spassoso. Un’ironia giovane, fresca, che conferisce leggerezza a un racconto surreale, rendendolo credibile, immediato, come se stesse accadendo a noi. Uno stile allegro ma deciso, che sembra voler veicolare un messaggio chiave, in una società moderna tanto devota alla perfezione e al controllo: il punto non è aprire gli occhi “ogni mattina con un sorriso idiota in faccia al pensiero di tutte le cose belle che accadranno, avendo la certezza che accadano […]. La speranza è già sufficiente”.

 


 

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