Brevemente risplendiamo sulla terra

Brevemente risplendiamo sulla terra

Non è passato molto tempo da quella volta in cui Little Dog ha visto sua madre fermarsi in una piazzola di sosta della Virginia e fissare, in preda all’orrore, un cervo imbalsamato appeso sopra il distributore di bevande in lattina posizionato accanto ai bagni, un cervo dalle corna enormi che torreggiavano sul suo viso. In quell’occasione Rose si è rivolta al figlio e gli ha chiesto come potesse essere possibile che un essere ormai senza vita venisse così oscenamente esposto allo sguardo distratto dei passanti, immortalato nella non vita e intrappolato nella fissità eterna della morte. Era un cadavere e i cadaveri devono poter andare via per sempre nell’altrove. Non è passato molto tempo neanche da quella volta in cui Little Dog sbucò all’improvviso alle spalle di sua madre urlando “Boom!” e spaventando a morte la donna, tanto che questa si era messa a urlare e si era portata le mani al petto per poi iniziare a singhiozzare, lasciando il figlio tramortito per una tale reazione, fermo con l’elmetto giocattolo da soldato in testa. Ed è per questo che adesso Little Dog decide di scrivere a sua madre, per dare forma a questi ricordi e liberarsi completamente…

Brevemente risplendiamo sulla terra di Ocean Vuong è un successo letterario straordinario tradotto in tutto il mondo. Si tratta di una lettera che la voce narrante, Little Dog, scrive alla madre e nella quale ripercorre la storia della sua famiglia sullo sfondo della guerra del Vietnam prima e dall’emigrazione negli Stati Uniti poi. Little Dog e sua madre Rose si insediano nel Connecticut, dove la donna inizierà a lavorare facendo manicure e pedicure. Rose è un personaggio estremamente affascinante e controverso: soffre di un disturbo post-traumatico da stress che scoppia improvvisamente e si manifesta sotto forma di violenti attacchi di ira nei confronti del figlio inerme e che si alternano a momenti di grande affetto e tenerezza verso lo stesso. È proprio questa ambiguità, l’altalenare di una personalità fragile e instabile che rende magnifico e indimenticabile questo romanzo. Così come l’amore che trasuda maestoso dalle parole che il figlio dedica alla madre in questa lettera colma di sentimento e nel quale qualunque figlio potrà rivedere una parte di se stesso e del sentimento che lo lega alla propria madre. Brevemente risplendiamo sulla terra è uno scritto di grande delicatezza eppure di estrema forza narrativa e storica che ci pone davanti a interrogativi precisi: cos’è una famiglia? Cosa sono i rapporti umani? Quanto può una guerra segnare la vita delle persone che la subiscono? Domande cui l’autore dà una risposta senza tediare ma in via indiretta, attraverso le parole dei suoi personaggi, i loro gesti e silenzi. Attraverso il monologare della sua voce narrante. Little Dog diventa così il mediatore tra due culture che si incontrano e così facendo finisce per imparare a conoscere meglio se stesso, la propria identità e l’amore che piomberà nella sua vita. Quella di Vuong è un’opera acuta e di spessore, acclamata già come il nuovo “grande romanzo americano” per la sua incisività e il suo mettere in scena pregi e contraddizioni di un grande Paese sempre capace di sorprendere. Soprattutto per la capacità di scavare nell’animo umano, nella coscienza e nella lingua per trarne bellezza. Il tono della narrazione è intimo e aggraziato, le parole sono armoniose e misurate, cantano l’amore di un figlio e urlano il disappunto e le speranze di un uomo che sogna l’America, di un immigrato vietnamita che vive le storture di un mondo confuso. È un linguaggio poetico e plastico quello di Vuong, un inanellarsi di frammenti sonori e immagini sorprendenti che accarezzano e fanno del racconto biografico materia poetica e artistica. La sensazione che si ha al termine della lettura è il desiderio di riprendere a leggere daccapo con la consapevolezza di essersi persi qualcosa della magmatica narrazione dell’autore, qualcosa di questa storia intima e commovente farcita di poesia e di vita vera. E allora perché non farlo? Perché non leggere più volte questa lunga e portentosa lettera di un figlio? I libri sono fatti per questo, per raccontare la stessa storia in maniera diversa a ogni lettura.



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