Breviario per un confuso presente

Breviario per un confuso presente

Un libro-contenitore di riflessioni, note, citazioni e resoconti relativi ai nostri tempi, fatti di una coinvolgente, quanto travolgente realtà: un presente fortemente delirante, in attesa di un incombente futuro. Questo è quello che ha voluto creare l’autore, incorniciando anche, nella sua opera, eventi e personaggi del passato, cercando di ricavarne una sorta di insegnamento, capace di trovare la propria utilità nella moderna società. Prendendo spunto dalla citazione di Petrarca, esposta, se pur in parte, in epigrafe, il giornalista Corrado Augias rammenta che anche noi, proprio come il grande filosofo, viviamo sulla linea di demarcazione che congiunge due popoli, due mondi, due epoche, con quel pizzico di pessimismo in più rispetto all’epoca petrarchesca, dato, per esempio, dal pessimo stato di salute del pianeta Terra, depredato quotidianamente dagli uomini. È innegabile che gli anni dei nostri tempi siano decisamente rivoluzionari: si dileguano abitudini consolidate, valori etici, che da sempre fanno parte della nostra collettività e i canoni politici cambiano radicalmente e repentinamente. Sono gli anni questi, in cui la scienza fa passi da gigante, apportando modifiche al nostro modo di vivere e introducendo innovazioni impensabili in epoche precedenti. I cambiamenti si succedono in maniera vertiginosa, portando e apportando variazioni alla nostra normale quotidianità, compreso le nuove epidemie, che vanno a inserirsi in un mondo scombussolato già di suo. Qualcuno inizia a chiedersi se siano arrivati i barbari: sì, sembra proprio di sì. Tutte le innovazioni, tutti i cambiamenti piombati sulla nostra esistenza sono poi così positivi? Una domanda che invita a una riflessione piuttosto amara; basti pensare alla tanto agognata tecnologia, creata per alleviare gli esseri umani da tutte o quasi le fatiche. Oggi, in realtà, quella stessa scienza ha letteralmente invaso le nostre vite, fruga tra le nostre più intime sensazioni e supera di gran lunga le nostre capacità. Se si pensa che la trasformazione non è a senso unico ma comporta anche un flusso migratorio non indifferente da un continente all’altro, non si può non definire quest’epoca sovversiva, fatta da una rivoluzione che non conosce precedenti...

Una testimonianza di vita questo Breviario per un confuso presente di Corrado Augias. L’analisi profonda e dettagliata delle cause scatenanti le dinamiche sociali e dei loro effetti, l’approfondita e potente incursione in quelle che sono le angosce che deturpano la nostra epoca e l’immenso amore per quella che è comunemente chiamata Conoscenza, sono i perni fondamentali del nuovo libro dello scrittore/giornalista romano. La società odierna è stretta nella morsa dei media, che spesso offrono una comunicazione frammentaria e confusionaria ed è palese il riuscito intento di Augias, di voler offrire delle chiavi di lettura chiare e precise del presente e dell’epoca passata, evitando così un’informazione culturale turbata e scombinata. Ogni sezione del libro affronta una tematica differente, lasciando spazio a riflessioni e risposte pratiche a quesiti che troppo spesso, nel tempo, non hanno conosciuto soluzione. Un libro ricco di citazioni questo Breviario per un confuso presente, con una “trama” che Augias tesse magistralmente, riportando fatti antropologici, filosofici e storici, con quella chiarezza e quella schiettezza che da sempre lo contraddistinguono. L’ironia e una celata sofferenza accompagnano una scrittura lineare e asciutta nella sua elegante semplicità. Un sarcasmo, quello di Augias, usato per descrivere amorevolmente i vizi e le virtù degli italiani, che elargisce in maniera pacata e mai giudicante quella saggezza utile a sottolineare la necessità di una solidarietà venuta improvvisamente meno. Belle le riflessioni sulla memoria del passato, utile per definire un percorso di ricongiungimento tra l’epoca che fu e il nostro oggi. Interessante l’invito a non abbandonare la fantasia, a rivalutare i ricordi, a rileggere anche più volte i classici, dispensatori di “infinito” e di quel vero e unico senso di libertà. Potentemente vero il pensiero sulla meschinità che spesso accompagna i dibattiti politici attuali, depauperati di ogni tipo di interesse socio-culturale. Avvincente la considerazione che esprime la necessità di rivalutare l’importanza delle fiabe nello sviluppo psico-fisico del bambino e dell’approfondimento dei fatti storici, per una crescita completa e funzionale. Degna di nota, la potente spiritualità che accompagna l’opera di Augias e quella magica visione di Dio, che si identifica con i nostri simili e “attraverso il nostro prossimo, l’ambiente che ci ospita, il comune destino su questa malconcia pallina che si chiama Terra”. Un saggio la cui lettura arricchisce, un libro che narra di quanto sia importante non perdere i legami con la storia e con le radici che hanno creato questo mondo, che fornisce spiegazioni con quella nitidezza e quella serenità, a cui Augias da sempre ha abituato i suoi lettori.



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