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Bugie di sangue

Bugie di sangue

Neve ha quarantasei anni, vive con Fletcher e i tre figli. In una mattina qualunque, con la colazione in tavola, il notiziario in sottofondo e la giornata da organizzare, ricorda il pensiero trapelato nel dormiveglia: “Sono stufa, ne ho abbastanza”. Qualche sera prima, infatti, si è domandata come mai il marito non riuscisse a captare il suo tradimento. E intanto, mentre sparecchia e il resto della famiglia si dilegua, legge il messaggino che le è appena arrivato: è un invito. Poche ore dopo si trova nell’appartamento di Saul. Non il solito appuntamento: la casa sembra deserta, lui non risponde perché è morto. Lei lo ritrova con la testa insanguinata, lo sguardo vuoto, il corpo scomposto; un martello, anch’esso sporco di sangue, affianca il cadavere. Invece di chiamare il numero per le emergenze, Neve si infila dei guanti di gomma e comincia a compiere dei gesti in casa, spaventata e incerta, per tentare di cancellare le sue tracce, recuperare i suoi effetti personali, accumulati lì in pochi mesi di frequentazione. Comincia così un’inarrestabile sequenza di errori e di bugie che travalicano il suo ineffabile autocontrollo fino a metterla seriamente nei guai. Saul è - era - il suo capo e le indagini coinvolgono quindi colleghi, familiari e cerchie di conoscenti fino a rendere ostico il castello di omissioni e di menzogne, molte delle quali in buona fede, volte a proteggere gli affetti più fragili. Alle piste scrupolose, ma non troppo, seguite dall’ispettore di polizia Hitching si affiancano le ricerche della stessa Neve. Le domande senza caratterizzazione penale ma necessarie per interpretare quell’omicidio sono troppe: Saul aveva un’altra relazione? Aveva più amanti o conti in sospeso con vecchie storie? Fino a dove arrivano le conseguenze di un legame? E fino a dove può arrivare l’odio? Quesiti e tracce che sfuggono anche al più navigato detective...

“Per questo io le mentisco, e lei mentisce a me”: è il verso del Sonetto 138 di Shakespeare in esergo a questa storia. Una storia di bugie e della conseguente doppia indagine per ristabilire la verità: da una parte il metodo del poliziotto, dall’altra la sensibilità schietta e coraggiosa della protagonista. Neve è un personaggio approfondito pagina dopo pagina; conoscerla vuol dire conoscere anche la sua famiglia (e le ombre che nasconde) e i suoi amici-colleghi; rapporti complessi, tenuti assieme da una routine tutt’altro che rassicurante. Il caso, alla fine, avrà una soluzione, ovviamente inaspettata. Per arrivarci, tuttavia, occorre attraversare storie e pagine maniacalmente ricche di descrizioni. Come ogni buon thriller psicologico, Bugie di sangue rispetta il mandato che invita il lettore a non mollare la lettura e perciò sono tanti, ma proprio tanti, i dettagli che disegnano ossessivamente ogni scena. A tramare sulla pagina è Nicci French. Si tratta dello pseudonimo scelto da una coppia londinese di autori: Nicci Gerrard e Sean French, compagni nella vita – da trent’anni – e nella scrittura. Dei venti romanzi che hanno firmato non sono pochi quelli diventati bestseller da milioni di copie in tutto il mondo. Bugie di sangue ripropone i canoni vincenti del duo: storie con una buona caratterizzazione dei personaggi, pur senza serialità, adrenalina che nasce dagli intrecci psicologici più che dall’azione, una narrazione meticolosa capace di disegnare le numerose ombre e di rispondere, infine, a ogni dubbio del lettore. Foto di Sebastiaan ter Burg in licenza Creative Commons.