Cadere

Cadere

Diego è partito per il servizio militare. Nonostante vi siano modi per evitarlo è costretto ad andarci, solo perché il padre Armando non sopporta l’idea di corrompere qualcuno, o di usare qualche trucco per fregare la commissione esaminatrice. Diego si trova così a combattere con il sonno mentre fa il suo turno di guardia, e sente sempre di più l’incombere dei problemi di salute di sua madre, che continua a cadere. Infatti tra crisi epilettiche e svenimenti Mariana ha aggiunto una sottile nota di inquietudine nella casa, rafforzata dalle misteriose telefonate che riceve. E un notevole peso all’esistenza della figlia Maria e del marito Armando. Armando usa un’onestà incondizionata per destreggiarsi nella vita di un paese comunista in cui corruzione e ruberie sono all’ordine del giorno. Guida una Nissan del ‘95 e non lo sfiora neanche l’idea che qualcuno dei suoi dipendenti gli rubi la benzina. Maria, in modo opposto, si ingegna a trovare degli stratagemmi per guadagnare dei piccoli extra nel suo lavoro in albergo, facendo molta attenzione perché non se ne accorga Armando, che è il direttore. È così che un poco alla volta, comincia a sgretolarsi la vita della famiglia: tra il partito che persegue Armando e la malattia che rende la condizione di Mariana sempre più opprimente. Diego torna a casa, mentre è in licenza, solo per vedere come la vita di quelle tre persone stia sprofondando sempre di più...

Cadere, uscito a Cuba nel 2018, è il romanzo d’esordio dello scrittore cubano Carlos Manuel Álvarez. Già noto a livello internazionale per la sua attività di giornalista e osservatore della società cubana, con questo romanzo entra a pieno titolo tra gli scrittori di fiction di interesse internazionale. Il libro è ambientato in una Cuba che ha poco a che fare con la terra della rivoluzione e degli ideali del comunismo. Infatti le atmosfere somigliano tristemente a quelle dell’Unione Sovietica, in cui il sospetto, le delazioni, e le ruberie di qualche piccolo burocrate compongono un quadro meschino e deprimente. La narrazione è ripartita nelle quattro voci dei protagonisti che raccontano la loro famiglia: il figlio, la madre, la figlia e il padre. Rispettivamente: Diego, Mariana, Maria e Armando. Ognuno di loro ha un’idea della realtà, o un’idea sui membri della famiglia: Armando crede ancora alla rivoluzione, in Che Guevara, mentre il figlio Diego non crede più in niente, e la figlia Maria non ha paura di essere disonesta. Attraverso le loro confessioni, i personaggi del libro costruiscono una realtà sfaccettata, fatta di menzogne, verità inespresse, azioni scabrose compiute ai danni dell’altro. La scrittura di Álvarez è precisa e coinvolgente, è in grado di inserirsi negli angusti spazi lasciati dai drammi familiari irrisolti e tirarne fuori ambiguità che hanno qualcosa di perturbante. È proprio attraverso questa scrittura che Álvarez riesce a raccontare una Cuba sfiorita attraverso le inquietudini di una storia familiare portata all’esasperazione dalla malattia che affligge lo stato e da quella che colpisce Mariana.



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