Casa Tyneford

Casa Tyneford

Arriva una comunicazione da Tyneford: Elise Landau è stata accettata come domestica, lei che non conosce affatto l’Inghilterra e appena un po’ di inglese... Elise, figlia di Anna e Julian, ebrei viennesi, non ne vuole sapere di partire da sola per Tyneford House, mentre i suoi sono in procinto di andare in America, sperando di poter fuggire a New York. La mamma è una cantante e spera che al Metropolitan possano aiutarli a ottenere i visti. Hanno promesso a Elise che prima o poi si riuniranno, ma al momento non possono procurarle il visto. “Ti prometto – dichiara Anna – che andrò da un avvocato immediatamente, ancora prima di andare a guardare le scarpe da Bergdorf Goodman!”. Le scarpe? Già, sono la seconda passione della donna dopo la musica. Elise è la piccola della famiglia, sua sorella Margot, già espulsa per motivi razziali dal conservatorio, è sposata e se ne va in America con il marito Robert. Praticamente lei è l’unica di casa a dover momentaneamente andarsene in Inghilterra. Lascia Vienna a inizio estate, ma quello che trova a Londra non è assolutamente un cielo azzurro. Deve dormire la prima notte in un ostello per presentarsi poi la mattina dopo in Audley Street negli uffici della Mayfair Private Service Agency, dove ricevere le istruzioni per raggiungere il suo posto di lavoro. Le danno i soldi per il treno e gli orari, sostenendo che alla stazione di Wareham, dove deve scendere, troverà qualcuno ad attenderla. E in effetti qualcuno arriva, qualcuno che le dice che a Mr Bobbin non piace aspettare, ma solo uscita dalla stazione Elise capisce che Mr Bobbin non è altro che il cavallo da tiro di un malconcio carretto di legno...

Una storia di guerra e di ebrei, ma questa volta, almeno in parte, diversa dal solito. Perché la protagonista del romanzo, mandata in Inghilterra come domestica da Vienna, riesce a salvarsi. Certo la sofferenza ti prende al cuore per una serie di motivi, di lutti, di avvenimenti, certo sentiamo completamente, anche come lettori, la difficoltà che Elise, da rappresentante del bel mondo viennese, incontra nel ritrovarsi all’improvviso a servire a tavola – lei che era stata sempre servita, a pulire e rassettare le camere; lei che aveva avuto la sua sempre risistemata da altri, dipendenti dei suoi genitori, a indossare grembiuli e cuffiette da cameriera; lei che nella sua città aveva indossato sete e gioielli... E non solo questo, perché tutto il processo di maturazione della giovane donna, che è puntualmente descritto attraverso gli avvenimenti raccontati, non è assolutamente facile, ma passa attraverso rischi e rimproveri per i quali, se si salva il posto di lavoro, deve solo ringraziare il padrone di casa che la prende a ben volere, essendo, a differenza degli altri, sensibile e altruista. Ma non tutti sono come il proprietario di Tyneford House e la giovane Elise si ritrova a dover fare i conti (come se non bastasse tutto quello che sta vivendo, non ultima la separazione dalla sorella e dai genitori di cui non ha più notizie) con la gelosia dei signorotti del territorio, o meglio delle loro discendenti, giovani ragazze viziate capaci di una malignità senza limiti. Sì, non è possibile non fare il tifo per Elise, nonostante sia, almeno all’inizio, scarsamente prudente, istintiva e ribelle.



0

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER