Cheope l’immortale

Cheope l’immortale

Menfi, 2640 avanti Cristo. È il periodo della Terza Dinastia dell’Antico Regno. Il principe Nefermaat e il comandante Snefru, fratello del faraone, sono ritornati vittoriosi dopo avere sedato una rivolta molto pericolosa. Il visir Kagemni si reca quindi, immediatamente, nell’harem personale del faraone Huni per informarlo della bella notizia. Quello che rende pensieroso Huni però non è la sedizione che si diffonde a macchia d’olio, quanto invece la situazione non serena del rapporto tra Nefermaat e Snefru. Suo fratello, infatti, ha grande smania di potere e sta tentando in ogni modo di scalzare il principe legittimo per ottenere il trono. Nefermaat ha solo dieci anni e non può competere con l’abilità militare e il carisma di Snefru, ma Huni non potrebbe mai consentire una successione di sangue non reale. Il generale però ha un piano per diventare faraone. Mette incinta sua nipote Hetepheres, promessa sposa di Nefermaat, e in questo modo la rende sua, potendo così salire al trono, una volta scomparso Huni. Da questa unione, nove mesi dopo, nasce Khnum, colui il quale passerà alla storia con il nome di Cheope, secondo faraone della Quarta Dinastia d’Egitto...

Innegabile il fascino che l’Antico Egitto ha sempre suscitato nel pubblico, da quello cinematografico a quello letterario. Gli echi di questa grande e affascinante civiltà si riverberano ancora oggi e coloro i quali hanno contribuito maggiormente a questa immortalità sono stati certamente i faraoni. Cheope l’immortale è il primo volume di una saga dedicata proprio ai grandi monarchi egizi che godono, ancora oggi, di grande fama. Parliamo di Cheope appunto, ma anche di Akhenaton, Tutankhamon, Ramses per giungere fino alla regina Cleopatra. Valery Esperian è lo pseudonimo di un collettivo di scrittori dalla grande esperienza e questa saga de Il romanzo dei faraoni nasce da un’idea di uno dei suoi componenti: Franco Forte. Il romanzo permette di conoscere la scalata al potere di Cheope e di suo padre Snefru, con complotti e macchinazioni degne dei migliori thriller in circolazione. La ricostruzione storica, poi, è impeccabile e consente di conoscere anche la vita quotidiana e a corte dell’Egitto dell’epoca. Unico neo: la massiccia presenza di tantissimi personaggi dai nomi molto particolari che rendono la narrazione e la comprensione degli eventi un po’ difficoltosa, anche se l’indice dei nomi a inizio volume può giungere in soccorso in ogni momento.



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