Chi non muore

Chi non muore

“Non affezionatevi a me, che tanto muoio presto”. Angie – studentessa di Francavilla trapiantata a Bologna per studio - è riversa a terra in un lago di sangue, dopo una pugnalata che le ha spaccato il cuore a metà. Sono i suoi ultimi istanti di vita. Peccato. Proprio ora che aveva scoperto chi era il misterioso assassino dei tre componenti della controversa band bolognese degli Inarcadia Ego, brutalmente uccisi durante la stessa notte qualche anno addietro, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Ma non è con gli ultimi istanti di vita che, si dice, ci scorra l’intera vita davanti? Così, riavvolgendo il nastro dei ricordi e ripartendo dal principio, Angela detta Angie per esigenze artistiche - “[...] Non mi dispiace Angela, intendiamoci, ma per una che vuole diventare una cantante con la voce arrochita dal fumo e dal whisky, Angie suona meglio.” - ci mostra come e perché si sia ritrovata ora a pochi passi dalla morte. La colpa è certamente di Mizard, fascinoso e tenebroso musicista che, in una pausa durante le prove del suo sgangherato gruppo, Angie sente suonare nella sala prove attigua alla loro. Mizard, scoprirà la maldestra e casinista giovane cantante – dalla vaga somiglianza con Angelina Jolie, incerta sulla sua stessa sessualità, testarda ma capace d’innamoramenti fulminei – è proprio l’unico sopravvissuto dell’inquietante strage che anni addietro ha colpito i tre componenti della band. Sarà proprio il voler ficcare il naso nella conturbante storia di Mizard e di sua sorella Valentina a portare la bella Angie addirittura ad un soffio dal baratro?...

Gianluca Morozzi nella sua bulimica produzione letteraria a getto continuo, sforna questa volta un progressive-noir che s’inserisce perfettamente nel filone dei suoi precedenti lavori Cicatrici e Blackout. Sempre la musica a far da sottofondo alla storia e le band dell’underground bolognese come contorno, ma qui la tranquilla anche se incasinata bellissima eroina – e menzione speciale merita questa scelta, sempre complicata, di dar voce credibile a personaggi di sesso opposto a quello di chi scrive – che tra fidanzati pasticcioni, coinquiline serpi, una sessualità votata al puro piacere indipendentemente da chi lo possa elargire e ovviamente sogni di rock ’n’ roll, finisce per cacciarsi talmente tanto nei guai, da ritrovarsi addirittura faccia a faccia con la morte. Il solito, inconfondibile stile morozziano, scorrevole, da bere tutto d’un fiato e venato di atmosfere gotiche seppur marchiate da spassosissimi intermezzi comici. E così il nostro Gianluca, pur alla fine utilizzando il solito canovaccio adattato alle sue maschere feticcio preferite, finisce col trascinarsi appresso il lettore per tutta la storia, facendolo perdutamente innamorare dei suoi spassosissimi personaggi, nella consueta discesa libera a tutta velocità verso un finale mozzafiato che, neanche a dirlo inevitabilmente sorprenderà.



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