Confidenza

Confidenza

Pietro e Teresa sono una coppia allo stesso tempo male assortita e perfettamente funzionante: lui il professore, lei l’allieva brillante ma casinista; lui pacato, lei sempre sopra le righe. La loro storia d’amore è logorante e piena di passione, non fanno che tradirsi, lasciarsi e riprendersi in continuazione. Dopo tre anni, ormai allo stremo delle forze, Teresa propone a Pietro un gioco subdolo: confidarsi la cosa di cui si vergognano di più in assoluto, la loro più grande bassezza. Pur lasciandosi subito dopo, quella confidenza li tiene uniti per sempre, superando ascese professionali – di entrambi – e nuove famiglie – di lui. Pietro, infatti, dopo tutta quella irruenza sente il bisogno di un po’ di quiete e si innamora di Nadia, professoressa nel suo stesso liceo, calma come il mare dopo la tempesta. Ma per quanto si sforzi, Pietro non riesce mai a sentirsi completamente libero: e se Teresa rivelasse a tutti il suo segreto, se facesse sapere ciò di cui lui in realtà è capace? Se tutti scoprissero che dietro la facciata del brav’uomo, professore gentile e marito premuroso, si nasconde una bestia disdicevole? Il rapporto tra i due è legato indissolubilmente da questo filo intriso di vergogna, che attraversa gli anni sfilacciandosi appena, senza mai spezzarsi. Perché per quanto il mondo esterno possa rimandarci una bella immagine di noi, quello che conta davvero è cosa vediamo quando ci specchiamo, quando mettiamo a nudo ogni nostra debolezza e paura. Una confidenza che logora Pietro fin quasi a scalfirlo, accompagnandolo per tutta la vita…

C’è chi sostiene, dati e analisi lessicale alla mano, che nella la penna di Domenico Starnone si celi la vera identità di Elena Ferrante, autrice riconosciuta a livello internazionale per la saga de L’amica geniale. Non posso dire se sia vero o no, ciò che è certo è che c’è un tema ricorrente in questo romanzo che ricorda molto la storia di Lila e Lenù: la dolorosa differenza tra come ci vedono gli altri mitizzandoci e come noi invece ci sminuiamo, invidiando chiunque e rincorrendo sempre quell’unica cosa che a noi sfugge. Pietro è esattamente così: un eterno insoddisfatto che, anche quando raggiunge l’apice professionale e diventa padre di una bella famiglia, continua a sentirsi in difetto per gli errori dell’adolescenza, per una distrazione in classe o una risposta sgarbata con la moglie. I personaggi di Starnone sono ben delineati e anche in questo caso c’è un rimando abbastanza potente alle due “amiche geniali”: Teresa è Lila, esplosiva ed estremamente distruttiva, mentre Nadia è come Lenù, più pacata, ma anche più adulta e contenuta. Somiglianze a parte, il romanzo di Starnone è una lettura molto piacevole che indaga il potere di un segreto condiviso, il tema della vergogna in diverse sfaccettature; un sentimento così potente da tenere insieme una coppia scoppiata già da anni e divisa da un oceano. Lo stile è leggero ma particolareggiato, la trama segue una divisione in tre parti corrispondenti a tre punti di vista diversi, sebbene la parte centrale sia quella riguardante Pietro. Unico, minuscolo, neo è il finale, forse la parte meno incisiva di tutto il libro che, però, rimane assolutamente unico nel suo genere.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER