Contro il cinema

Contro il cinema
Carmelo Bene passa come una meteora dal cinema, girando tra il 1968 e il 1973 cinque lungometraggi e diverse prove dal respiro più breve. Film come “Nostra signora dei Turchi” e “Salomè” sono lavori impossibili da classificare, che sfuggono ad ogni recinzione, che portano il cinema ai suoi estremi, che cannibalizzano e annientano il concetto classico di narrazione e racconto. Bene nel giro di pochi anni, come si era catapultato nell’universo della celluloide ne fuoriesce. Il segno profondo, incontestabile, che ha lasciato nella settima arte non si limita però al suo lavoro dietro la macchina da presa ma continua e si approfondisce nelle interviste che nel corso della vita ha rilasciato, parlando delle sue opere ma anche di quelle di certi suoi colleghi, con giudizi, affermazioni che sicuramente non si possono considerare indolori... 
Chi non conoscesse lo sferzante carattere di Carmelo Bene e si ritrovasse tra le mani il volume curato da Emiliano Morreale farebbe bene a sfogliarlo fino ad arrivare alla prima intervista riportata: “Per la mia conferenza stampa, ho chiesto che tutti i giornalisti e i critici italiani uscissero, altrimenti me ne sarei andato io”. Così il curatore ha deciso di presentare l’intellettuale italiano morto da quasi dieci anni. Con uno dei  suoi attacchi più celebri, con un incipit che lo inquadra immediatamente come il provocatore che è. Ma forse la scelta di Morreale è proprio atta a sfatare questo pregiudizio che ammanta la figura di Bene: provocatore, certo, ma considerato che “la sua riflessione sul cinema e la sua pratica cinematografica hanno, dietro il furore anarcoide e nichilista, una sostanza densissima e un valore costruttivo”, la sua poetica non si può certo ridurre a tale definizione. Il volume di Morreale è “solo” una raccolta di scritti: interviste a Bene pubblicate sui Cahiers Du Cinema, su L’Europeo, su Image et son, un semplice collage di ciò che è già stato scritto… se non fosse che la cura con cui è stata fatta la scelta è tale da condensare in meno di duecento pagine il pensiero di un autore tanto discusso, complesso, chiacchierato e sfuggente come l’artista romano. Senza una ripetizione o appesantimento, la selezione fatta dal curatore riporta le migliori chiacchierate che la critica ha fatto con Carmelo Bene, scovando testi altrimenti davvero poco accessibili.

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER