Coràio

Bologna, giovedì 30 giugno, mattina. Palmerino sta raccontando a Durante la barzelletta della cavalla sdraiata a terra, ma inizia a ridere prima ancora di arrivare alla battuta finale. È un uomo di altri tempi, Palmerino, capace però di stare al passo con i nuovi. Durante è il dirimpettaio del bilocale in cui Palmerino si è trasferito quando ha dovuto vendere il casolare di famiglia per pagare i debiti della ex moglie. Stanno sgranando i piselli freschi, per cucinare risi e bisi. Durante riceve una chiamata al cellulare, Lavjit si è ammalato e Satpal vuole che vada a sostituirlo. Dovranno rinunciare alla cena in programma. Controvoglia Durante va a casa per cambiarsi e andare al Namasté, il ristorante indiano dove ricopre più mansioni, da cameriere a idraulico o porta-pizze a domicilio. Al palo non trova più la sua vecchia bicicletta Graziella, l’hanno rubata e ora arriverà tardi a lavoro. Durante si è laureato in Lettere Moderne, ma lavora in quel locale di second’ordine perché ha bisogno di soldi: il padre è disoccupato, la sorella Libera fa la mediatrice, peraltro in un centro di prima accoglienza per migranti per poche centinaia di euro; l’unica con un lavoro vero è la madre, maestra d’asilo. Satpal, con suo grande disappunto, lo chiama Presidente, come fanno tuttavia molti altri da quando il signore con il suo stesso cognome è diventato Presidente del Consiglio. Nel ristorante è arrivata in prova una nuova cameriera, Marilena, Durante ne rimane abbagliato tanto è bella. Così, mentre compie il suo primo giro di consegne, fantastica su come fare per poterla conquistare. Le prime pizze sono per una signora che ha scelto di farne mangiare una all’ananas al suo cane. Sulla via del ritorno al ristorante, Durante viene investito da una macchina della Guardia di Finanza. Quando si riprende dalla botta sente una puzza tremenda. Poco lontano un cassonetto dell’immondizia brucia…

Coràio è il secondo romanzo di Andrea Gasparini, che lo definisce “una commedia grottesca” attraverso cui vuole tentare di rispondere “alle brutture” che sono quotidianamente intorno a noi. La sua intenzione, in effetti, si concretizza in pagine zeppe di richiami a eventi d’attualità e personaggi che sono un concentrato di particolari e aspetti biografici ripresi da vicende realmente accadute in Italia in tempi recenti. Abbiamo così il laureato che fa il pony che consegna le pizze, la sorella che lavora per una miseria in un centro d’immigrati, la madre sospesa dal lavoro per maltrattamenti ai bambini, il padre disoccupato che va a Masterchef, il ragazzo geniale con la sindrome di Asperger e così via, tanti personaggi, tutti presentati con caratteristiche fuori del comune e sopra le righe. Ovviamente in questa raccolta così ricca di fatti eclatanti che sono, purtroppo, argomenti di cronaca ordinaria, si accenna a razzismo, sfruttamento, precariato, povertà, droga e tanto, tanto altro. Troppo, per essere affrontato tutto insieme nella stessa storia di neppure trecento pagine: l’effetto è un veleggiare rapido sulla superficie. Sullo sfondo resta la città di Bologna, con San Luca, gli scorci e i portici caratteristici, per lo più attraversati dal protagonista in bicicletta, un omaggio che Gasparini ha voluto fare ai moltissimi rider che sfrecciano per le vie cittadine. Lo stile linguistico scelto dall’autore è leggero, ironico, colloquiale, frasi che sembrano uscite da un fumetto, espressioni dialettali e intercalare stereotipati. È un romanzo affollato da personalità emarginate, scritto, a detta dell’autore, per divertirsi e fare divertire, che, a torto o ragione, sdrammatizza fortemente la tragedia contemporanea dell’essere società liquida, culturalmente e socialmente povera.

 


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