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Crisi - Come rinascono le nazioni

Crisi - Come rinascono le nazioni

Persuaso dalla convinzione che, come asseriva Nietzsche, “quello che non ti uccide ti fa più forte” perché anche le peggiori catastrofi hanno sempre rappresentato nella storia dell’umanità un’opportunità di cambiamento non sempre sfavorevole, Jared Diamond prende in esame le vicende disastrose che si sono abbattute su alcuni Paesi e descrive i metodi in virtù dei quali questi hanno saputo rialzarsi. Emblematico è il caso ad esempio del Regno Unito, che trasse insegnamento dalla caduta dell’Impero coloniale per riconvertirsi in una nazione multietnica in grado di eliminare i conflitti razziali, ridurre le differenze di classe e adottare strumenti di welfare state moderni e liberali. Ma anche quello della Finlandia che, dopo essere stata annientata dalla soverchiante potenza militare sovietica, è divenuto in seguito uno dei Paesi più ricchi del mondo, nel quale il reddito pro capite è paragonabile a quelli della Germania e della Svezia e si è affermata come una nazione all’avanguardia nel settore industriale e tecnologico. La sua sicurezza poggia su un evidente paradosso: quello di una socialdemocrazia liberale che per decenni ha intrattenuto cordialissime relazioni con l’Unione Sovietica comunista e ora fa altrettanto con la Russia autocratica. O quello del Giappone che, dopo aver subito l’intervento ostile della flotta navale degli Stati Uniti a metà del 1800, pose fine al suo secolare isolazionismo e si convertì alla legge del commercio internazionale che la rese una potenza mercantile. Il Cile di Pinochet e l’Indonesia degli anni Sessanta costituiscono invece esempi di crisi repentine ma determinate da cause interne; che nondimeno mutarono completamente il volto di entrambe le nazioni. E infine della Germania uscita disastrata dal secondo dopoguerra e dall’Australia che a partire dagli anni Sessanta attraversò una forte crisi identitaria, riuscirono a risollevarsi brillantemente Da tali rovesci storici...

La crisi costituisce un momento della vita caratterizzato dalla rottura di un equilibrio precedentemente stabilito, il disagio e la sofferenza indotti dalla necessità di cambiare gli schemi consueti del nostro comportamento, quando essi risultano inadeguati alla nuova realtà. Ma soprattutto l’incertezza che proviamo lungo l’attraversamento di un tempo in cui avvertiamo la consapevolezza che qualcosa deve necessariamente cambiare, che stiamo vivendo un tempo decisivo e indilazionabile senza conoscere l’esito a cui può portare il suo sviluppo. Tali condizioni di crisi, indotte da fattori personali o da catastrofi storiche, si manifestano tanto nella singola vita umana, quanto in quella di intere nazioni. E possono nascere da cause esterne, come la perdita di un coniuge o l’atteggiamento aggressivo di un’altra nazione; oppure da cause interne, come un grave problema di salute o un conflitto civile. Sulla natura della crisi individuali e i metodi adottati per superarle esiste da lungo tempo un ampio repertorio di studi a disposizione del lettore. Altrettanto ampio e accurato è il ventaglio di saggi che illustra la vicenda di quelle che hanno sconvolto e cambiato l’assetto di interi Stati. Mancava invece un’analisi in grado di comparare entrambe le situazioni. Da tale proposito prende le mosse questo denso volume scritto da Jared Diamond, noto alla platea dei lettori per i precedenti bestseller, nei quali ripercorrendo il percorso storico dell’umanità ci ha da tempo abituati a comprendere ciò che determina la nascita e la morte delle civiltà. E concepisce, lungo tale iter, il libro che mancava. Quello in cui descrive come le nazioni siano riuscite a risollevarsi dalle crisi facendo leva su processi di trasformazione selettivi. Suggerendoci consigli che possano risultare utili a dirimere la morsa che ci attanaglia la nostra contemporaneità. Il libro, pur obbligando il lettore al cimento di una lunga lettura, distende l’excursus in una narrazione piacevole e preziosa per i consigli e gli spunti che porta in dote alle nostre attuali inquietudini. Difficile non seguirlo dalla prima all’ultima pagina con vivo interesse. Foto di Kenneth Zirkel / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)